San Cristoforo, bambini sotto sfratto

“Questa scuola non deve essere chiusa”. Lo dicono i docenti e le mamme dei giovani alunni dell’istituto comprensivo Andrea Doria di san Cristoforo, costituitisi in un Comitato di difesa. Amareggiati, stanchi e quasi disillusi, ormai da ben due anni si oppongono alla minaccia dello sfratto che dovrebbe cancellare uno dei presidi storici del quartiere. Il Comune infatti non riesce a pagare l’affitto alle suore orsoline, proprietarie dei locali di via Cordai. Le suore, stanche di aspettare il pagamento degli arretrati, hanno intimato lo sfratto.

 

“Non si può vivere in un perenne stato di precarietà”, afferma il preside Giuseppe Santonocito, che ci accoglie insieme alla vice preside Barbara Messina, e alle insegnanti Venerina Platania e Concetta Messina. “Il nostro quartiere – continua il preside – ha un alto tasso di microcriminalità e dispersione scolastica. La chiusura o anche il solo trasferimento dell’istituto farebbero aumentare questi numeri”. La professoressa Messina aggiunge: “Siamo orgogliosi di lavorare con questi ragazzi. Da quando esiste questa scuola è diminuita la dispersione scolastica, e non vogliamo che i ragazzi perdano questo importantissimo punto di riferimento”.

 

Il Comune, da parte sua, non sembra avere le idee chiare. Il comportamento dell’Assessorato alle Politiche scolastiche sembra un’altalena tra il pago e non pago, tra il compro e non compro. Lo sfratto esecutivo era previsto per giorno 5 aprile. Il Comune, però, assicurando la controparte dell’emissione di alcuni mandati di pagamento, ha risolto momentaneamente la questione. Ma insegnanti e genitori non sono affatto tranquilli.

 

“Il problema dello sfratto non è certo risolto: probabilmente si tirerà avanti fino alla fine dell’anno scolastico, ma la questione potrebbe ripresentarsi a settembre”. E’ l’opinione di Sergio Cosentino, avvocato e volontario del Gapa (Giovani Assolutamente Per Agire), un’associazione no profit che opera a S. Cristoforo da oltre 20 anni e che si occupa soprattutto di minori svolgendo attività ludico-ricreative. “Siamo solidali con questa protesta e abbiamo messo a disposizione i locali per il Comitato. Il Comune finora ha agito in modo ambiguo. La battaglia dovrà continuare, perché bisogna pur trovare una soluzione definitiva”.

 

In questi mesi di tira e molla si è parlato del prolungamento del contratto di locazione con il rispettivo pagamento degli arretrati rimasti insoluti; si è parlato della possibilità di acquistare l’immobile; si è parlato anche della possibilità di trasferire la scuola  in via Case Sante. In definitiva, fino ad adesso, si è solo parlato. L’unica cosa che interessa al personale docente e non docente è che la scuola resti dov’è. E a proposito del possibile trasferimento nei locali di via Case Sante il no degli insegnanti e delle famiglie è categorico: “Il nuovo plesso, ancora in gran parte da costruire, è troppo distante – afferma il preside -. Molti ragazzi non andrebbero a scuola e finirebbero sulla strada”.

 

Le mamme degli studenti che frequentano l’istituto, sostenute dalla scuola, hanno chiesto vari incontri all’assessore competente, Giuseppe Maimone, ed hanno organizzato manifestazioni e sit-in. “E’ stata una grande dimostrazione di senso civico – dice la professoressa Concetta Messina -. E pensare che, secondo l’assessore, questo sarebbe un comportamento diseducativo. Perché dimostrerebbe sfiducia nelle istituzioni”…


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