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A Catania riparte il progetto San Berillo Calcio Popolare: «Puntiamo al campionato come strumento di inclusione»

«Più che da quello che ci manca, sarebbe meglio partire da quello che abbiamo: solo due porte da calcio smontabili e qualche pallone». Ed è da qui che parte la nuova storia dell’Asd San Berillo Calcio Popolare. Nato nel 2019 come Asd San Berillo Calcio Junior, il progetto dello sport di strada nel quartiere più multietnico di Catania si era arenato a causa delle restrizioni dovute alla pandemia del Covid-19. «In questi anni, abbiamo continuato a fare diversi tipi di attività per presidiare e animare questo territorio – racconta a MeridioNews il presidente Dario Di Stefano – Ed è dai giovani abitanti che è arrivata la richiesta di riattivare anche la squadra di calcio». Così, montate le porte, ogni domenica pomeriggio, piazza Carlo Alberto – senza della bancarelle della Fera ‘o luni – smette per un po’ di essere solo un parcheggio e torna a essere un campo da gioco. Che, adesso, si punta a fare diventare più serio. «Abbiamo avviato una raccolta fondi – dice Di Stefano – per potere iscrivere la squadra al suo primo campionato».

Una storia che parte da lontano quella della San Berillo Calcio Popolare con un’aggregazione spontanea iniziata nel 2016 con un forte radicamento sul quartiere. «Abbiamo iniziato ad allenarci in piazza con i ragazzini e a giocare le nostre prime amichevoli». Dopo tre anni, quella realtà nata dal basso, si costituisce come associazione per potere prendere parte a al campionato federale del Csi. Un progetto interrotto, insieme agli allenamenti e alle partite, dal Covid. «A restare saldi, invece – sottolinea il presidente – sono stati le relazioni umane e il legame con il territorio insieme alla consapevolezza che sarebbe stata un’interruzione solo momentanea». Intanto, i ragazzi non sono più junior, alcuni hanno continuato a giocare e oggi vestono le maglie di diverse squadre della provincia. «La San Berillo Calcio Popolare adesso è composta da ragazzi più grandi (dai 16 ai 30 anni, ndr) ma questo non intacca la continuità del nostro progetto», che va ben oltre il gioco e lo sport. «Siamo anche convinti che il calcio sia uno strumento di inclusione sociale utile a superare le barriere delle diversità ma anche un modo per riabitare in modo attivo e rinarrare quei luoghi».

Per questo, tra i progetti a medio termine del direttivo della San Berillo Calcio Popolare, c’è anche quello di riattivare le attività calcistiche con i bambini del quartiere. Intanto, però, il primo obiettivo a breve termine (quello per cui è nata la raccolta fondi che è possibile trovare a questo link) è l’iscrizione al campionato Uisp. «Abbiamo una squadra molto bella che, al momento, è composta da giovani che arrivano da una comunità di prima accoglienza – spiega il presidente – Non è nostra intenzione avere una formazione solo di giocatori migranti. Ma non credo sia un caso: del resto, dove c’è più necessità, c’è anche più voglia di fare». E per fare è necessario avere pure fondi da investire per il tesseramento, l’iscrizione al campionato, per l’acquisto di materiali tecnici (completini, borsoni, pettorine, guanti, palloni), e per sostenere le spese degli spazi in cui allenarsi e dove giocare le partite in casa. «Avremmo la possibilità di avere la metà di un campo comunale da utilizzare ma a fronte di un costo di 1600 euro che, al momento, inutile dirlo, non possiamo permetterci – conclude Di Stefano – Per noi è essenziale, comunque, continuare a essere nel quartiere di San Berillo, attorno a quella piazza dove chiederemo la riapertura dei bagni pubblici e la riattivazione di almeno una fontanella».


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