Serata di altissima tensione nella casa circondariale di piazza Lanza, a Catania, dove una violenta rivolta è esplosa nel reparto isolamento mettendo a dura prova la sicurezza dell’istituto. Secondo quanto reso noto dal Consipe, tre detenuti sarebbero riusciti a prendere temporaneamente il controllo dell’area, dando vita a una furia distruttiva che ha reso necessario l’arretramento […]
Catania, rivolta nella casa circondariale piazza Lanza: danni ingenti in una sezione
Serata di altissima tensione nella casa circondariale di piazza Lanza, a Catania, dove una violenta rivolta è esplosa nel reparto isolamento mettendo a dura prova la sicurezza dell’istituto. Secondo quanto reso noto dal Consipe, tre detenuti sarebbero riusciti a prendere temporaneamente il controllo dell’area, dando vita a una furia distruttiva che ha reso necessario l’arretramento tattico degli agenti presenti per evitare conseguenze peggiori.
La situazione è rientrata solo dopo un delicato intervento coordinato sul posto dal comandante di reparto e dal direttore dell’istituto, che hanno guidato le operazioni di contenimento fino al completo ripristino dell’ordine. Non si registrerebbero, al momento, feriti gravi, ma il bilancio dei danni materiali è pesante: la sezione isolamento risulta completamente devastata e al momento inagibile.
Sindacato: «Poliziotti sono stremati»
Oltre alla cronaca dei disordini, il sindacato punta il dito contro le condizioni di lavoro del personale penitenziario. «I colleghi sono stremati – dichiara il presidente del Consipe, Mimmo Nicotra – ormai da troppo tempo il personale è costretto a prestare regolarmente oltre otto ore di servizio continuativo, sopperendo a carenze croniche con turni che logorano la salute fisica e mentale. Quello che è accaduto a piazza Lanza è la conseguenza di un sistema che regge solo grazie al sacrificio individuale di chi, nonostante la stanchezza, continua a rischiare la propria vita».
La segreteria del sindacato ha espresso «massima solidarietà ai colleghi di Catania» sottolineando come la gestione dell’emergenza, nonostante lo stato di spossatezza operativa, abbia evitato esiti potenzialmente drammatici. Contestualmente è stata avanzata la richiesta di un intervento immediato dei vertici dell’amministrazione penitenziaria per affrontare in modo strutturale il nodo dei carichi di lavoro e della sicurezza negli istituti di pena.