Rendiconto 2015, le richieste dei revisori dei conti «Mancano documenti necessari all’approvazione»

Sembrava che si fosse arrivati a una svolta, e invece pare che le cose siano ancora ferme. L’argomento è il rendiconto 2015 del Comune di Catania. Un documento contabile del quale la giunta aveva annunciato l’approvazione alcune settimane fa. E che adesso è al vaglio dei revisori dei conti di Palazzo degli elefanti, ai quali spetta il compito della valutazione prima del dovuto passaggio tra le mani dei consiglieri comunali. Ma sono proprio i tre esperti contabili dell’amministrazione a fermare l’iter burocratico del rendiconto. Perché «la proposta di delibera consegnata a questo organo brevi manu risulta mancante della seguente documentazione», scrivono i revisori. E subito dopo, nella nota indirizzata agli uffici, elencano sette punti rispetto ai quali chiedono chiarezza.

È solo l’ultimo capitolo dell’annosa questione che riguarda le casse del Comune etneo. E che ormai da mesi vede nel mirino delle contestazioni l’assessore al Bilancio Giuseppe Girlando. Già alla fine di giugno i revisori avevano annunciato, con una dura nota, che Palazzo degli elefanti rischiava il commissariamento. Adesso, a un mese di distanza, tornano a chiedere una serie di approfondimenti. A mancare sono tabelle, riepiloghi e prospetti relativi, per esempio, al Fondo crediti di dubbia esigibilità. Cioè ai soldi che l’amministrazione non è certa di poter incassare. Per Fabio Sciuto, Francesco Battaglia e Massimiliano Lo Certo – che compongono l’organo di revisione etneo – si tratta di carte necessarie alla completa valutazione del rendiconto 2015. Che serve, a sua volta, a ottenere i finanziamenti che lo Stato distribuisce agli enti locali

Ma i rilievi dei revisori non si fermano al bilancio consuntivo per l’anno ormai trascorso e guardano anche all’ormai celebre piano di riequilibrio pluriennale. Quello che definisce le azioni che l’amministrazione dovrà mettere in campo per ripianare il disavanzo tra crediti e debiti e che è stato al centro delle prese di posizione della sezione di controllo della Corte dei conti di Palermo. La magistratura contabile aveva convocato nel capoluogo siciliano proprio Girlando, assieme alla direttrice generale Antonella Liotta, chiedendo risposte sull’attuazione del piano di rientro. E sulle modifiche concesse dalla legge di stabilità 2015. Prima che i giudici palermitani si esprimessero, però, era intervenuta una legge del governo di Matteo Renzi: una nuova norma in tema di enti locali che dava tempo alle amministrazioni fino al 30 settembre per riscrivere il piano.

E se per quest’ultima scadenza mancano ancora più di due mesi, i revisori contabili di Palazzo degli elefanti, nel frattempo, dovevano rispettarne anche un’altra. Quella del 15 luglio 2016,  data ultima per presentare la propria relazione semestrale. Un appuntamento fisso, necessario per verificare lo stato di attuazione del piano di rientro, che stavolta i contabili del Comune hanno mancato. E per il quale ora richiedono «con estrema urgenza» il materiale agli uffici comunali. «Si precisa che alla data odierna – scrivono Sciuto, Battaglia e Lo Certo – le uniche certificazioni pervenute sono quelle del servizio Sport nonché direzione Pubblica istruzione». Dagli altri, invece, non sarebbe arrivato nulla. Come se questo non bastasse, i revisori dei conti aggiungono un altro tassello: «Si chiede di conoscere altresì i responsabili delle azioni del piano medesimo». In altri termini, il nome dei dipendenti dell’amministrazione a cui spetta controllare il lavoro dei colleghi. Un’indicazione richiesta oltre un mese fa ma alla quale non sarebbe ancora stata data risposta.


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