Recca: «immodificate le ragioni della convergenza», ma non spiega le ragioni della rimozione di Pioletti

«Nell’ambito della riorganizzazione del gruppo di coordinamento dell’Ateneo – spiega il Rettore -, anche alla luce del lavoro finora svolto e della risposta elettorale che la comunità universitaria ha inteso esprimere in occasione della recente consultazione per il rinnovo del Senato accademico e del Consiglio di amministrazione, con ampio consenso per l’opera condotta dall’amministrazione da me guidata, ho ritenuto di dover conferire l’incarico di pro-rettore vicario alla professoressa Carnazza».

Nel comunicato del Rettore non vengono spiegate le ragioni che lo hanno spinto a revocare l’ncarico al suo vicario. Dopo un sommario riferimento alle numerose cariche amministrative ricoperte in passato dalla prof.ssa Carnazza, il comunicato prosegue precisando che: «La nomina del nuovo pro-rettore lascia assolutamente immodificate le ragioni della convergenza politico-programmatica raggiunta col professor Antonio Pioletti già prima dell’inizio dell’attuale esperienza di governo».

E conclude: «In tal senso, ho chiesto al professore Pioletti di mantenere le deleghe sull’internazionalizzazione e in materia di rapporti con le organizzazioni sindacali. Inoltre, rimangono, a mio avviso, confermati i dieci punti programmatici contenuti nel documento presentato congiuntamente da me e dal professore Pioletti nel settembre del 2006, al momento della campagna elettorale per la scelta del nuovo rettore sui quali c’è stato, ed auspico che continui ad esserci, un forte impegno comune».

Nel merito non è stato possibile ottenere alcuna dichiarazione da parte del prof. Pioletti, che si è riservato di intervenire «a tempo debito» tracciando un bilancio di un anno e mezzo del suo impegno ai vertici dell’ateneo. Pare tuttavia che l’offerta di mantenere le deleghe sull’internazionalizzazione ed in materia di rapporti con le organizzazioni sindacali sia stata seccamente rispedita al mittente. E a questo punto il chiarimento sulle ragioni politiche della rottura non dovrebbe tardare.


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