Ragusa, PD sempre più spaccato e diviso

NON E’ BASTATA LA FUGA DI MIGLIAIA DI ELETTORI DI SINISTRA, CHE HANNO CONTESTATO L’ACCORDO COL MEGAFONO, NON HANNO VOTATO IL CANDIDATO SINDACO DEMOCRISTIANO, CONTRIBUENDO AD ELEGGERE PRIMO CITTADINO GRILLINO. ADESSO I PROTAGONISTI DEL DISASTRO SI VOGLIONO PURE PRENDERE LA SEGRETERIA PROVINCIALE DEL PARTITO…

L’unica cosa certa è che i renziani l’hanno mollato. Così, da ieri, tra dirigenti e militanti del PD di Ragusa, non si parla d’altro.

Di scena, la bagarre per la ‘conquista’ della segretaria provinciale. Poltrona alla quale punta Giuseppe Calabrese, espressione piena di quell’area del Partito che, alle ultime elezioni comunali, ha fatto scappare tutti gli elettori ragusani verso il Movimento 5 Stelle.

A Ragusa-città, nel PD, non si è ancora richiusa la ‘ferita’ delle ultime elezioni comunali. Quando i vertici regionali del PD, contro la volontà di dirigenti, iscritti, militanti e simpatizzanti del Partito Democratrico cittadino di Ragusa hanno imposto, come candidato Sindaco, l’ex democristiano, Giovanni Cosentini.

A chiedere la candidatura di Cosentini è stato il Megafono, che nella città Iblea è rappresentato dal parlamentare regionale, Nello Dipasquale. Già Sindaco di Ragusa del centrodestra, Dipasquale teneva molto alla candidatura a Sindaco di Cosentini, che aveva ricoperto la carica di vicesindaco nelle sua amministrazioni.

Non ci tenevano, invece, gli elettori della sinistra di Ragusa a votare per un candidato democristiano riciclato dal Megafono del presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, del Senatore Giuseppe Lumia e del ‘Partito’ di Confindustria Sicilia. Così gli elettori del PD di Ragusa hanno mandato a quel paese il candidato Sindaco dell’accoppiata Crocetta-Dipasquale e hanno votato in massa pr l’attuale Sindaco grillino, Federico Piccitto, risultato eletto a furor di popolo.

Dopo il disastro elettorale delle ultime comunali si pensava che il PD siciliano cambiasse registro su Ragusa. Invece è spuntata la candidatura a segretario provinciale dell’uomo che ha combinato il grande inchiappo-Cosentini: Giuseppe Calabrese.

Insomma, dopo aver fatto scappare la gran parte degli elettori del PD verso il Movimento 5 Stelle, Calabrese ha deciso che gli elettori ‘fuggiti’ debbono acquartierarsi per sempre con Grillo. Mettendo Calabrese alla segretaria del Partito Democratico di Ragusa, infatti, i tanti elettori di sinistra già ‘schifati’ dai ‘magheggi’ tardo democristiani ‘pilotati’ dall’abbraccio PD-Megafono in salsa iblea, non potranno che restarsene con i grillini.

Sembra che dietro l’operazione Calabrese ci sia lo zampino della senatrice Vincenzina Padua. Ma è solo un’indiscrezione. La cosa certa è che Calabrese avrebbe cercato di mettersi sotto le bandiere dei renziani siciliani, che ormai riciclano tutto e il contrario di tutto.

Ma dalle ultime notizie che ci arrivano da Ragusa – dove politica e trasformismo sono in continua evoluzione – sembra che i renziani siculi, in un momento di resipiscenza, avrebbero richiamato all’ordine i renziani iblei, intimandogli di mollare Calabrese.

Della serie: è bonu ‘u ventu’ ‘inchiesa, ma no p’astutari i cannili…

Per la cronaca, grazie all’alleanza tra PD e i trasformisti ricicla-democristiani del Megafono, a Ragusa il Partito Democratico è ormai all’amaro.

Nel 2006 questo Partito – che con il grande Pci ha governato per tanti anni la città – si era ridotto a 8 consiglieri comunali su 30 (PD alla frutta).

Nel 2011, grazie all’ ‘intelligente’ appoggio del PD al Governo regionale di Raffaele Lombardo, i consiglieri comunali sono scesi a 5 (PD al caffè).

Alle recenti elezioni comunali, grazie al ‘lungimirante’ accordo con il Megafono e all’altrettanto ‘lungimirante’ candidatura a Sindaco di Giovanni Cosentini, il PD ha raggranellato appena 2 consiglieri comunali. Un flop totale (PD all’amaro, come già accennato).

Adesso il PD di Ragusa punta a trasformarsi in un club di amici.

Come gli amici al bar della celebre canzone di Gino Paoli: gli amici che diminuivano di numero ogni giorno…

 


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