Atlantic bluefin tuna (Thunnus thynnus) portrait, captive, Malta, Mediteranean, May 2009

Pesca del tonno: il governo incrementa la quota, ma non è un regalo. Esperta: «Aiuta a mantenere l’equilibrio della fauna»

Il governo Meloni festeggia l’incremento della quota della pesca al tonno in Sicilia. Alla vigilia del G7 di Ortigia, che sarà incentrato proprio su pesca e agricoltura, è arrivata la firma sul decreto annunciata dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. «Piu del 60 per cento della quota aggiuntiva – dice il ministro – frutto del riparto dei contingenti non utilizzati nella campagna di pesca 2023, è stata assegnata ai compartimenti marittimi della Sicilia che pertanto avranno un quantitativo complessivo indiviso (Uncl), pari a 136,252 tonnellate. Una quota sensibilmente più alta dello scorso anno, senza contare quelle riservate alla piccola pesca e alle feluche in Sicilia che hanno anch’esse ricevuto un consistente incremento».

In realtà la questione pare essere più ampia di così. Non si tratta infatti di una concessione per venire incontro alla crisi di un comparto. O quanto meno non è la sola ragione. Si cerca piuttosto di scongiurare una crisi nella crisi. «Va bene alzare la quota del pescato – spiega a MeridioNews Paola Gianguzza, docente di Scienze della terra e del mare all’università di Palermo – Negli ultimi anni è stato fatto un grande lavoro e in questo momento il tonno non è più così a rischio, con la popolazione che è sensibilmente aumentata. A diminuire però è stata la popolazione di aringhe e sardine».

E il tonno appunto è uno straordinario predatore di meduse e soprattutto di piccoli pesci, come appunto aringhe e sardine, queste ultime che costituiscono una linea importante anche per la pesca siciliana. «Questa diminuzione è anche da attribuire all’aumento della popolazione dei tonni. È necessario mantenere l’equilibrio della fauna. E in questo senso si continua a lavorare per mantenere questo equilibrio intatto». Ovviamente il calo di sardine e aringhe non è solo responsabilità dei tonni, ma anche di attività di pesca che talvolta scadono nello sconsiderato, questo tipo di pesci è infatti tra le prede predilette della pesca a strascico, illegale, ma ancora dura a essere sradicata dai nostri mari.


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