Quando il cinema si faceva senza i film

È stata inaugurata, presso l’ex-refettorio dei Benedettini, la mostra cinematografica “L’archivio dei sogni: dalle lanterne magiche al cinema delle origini”. Un percorso a ritroso alla scoperta dei meccanismi e dei percorsi che hanno portato alla nascita e alla diffusione
dell’immaginario cinematografico.
 
Il prof. Sebastiano Gesù ha voluto mostrare al pubblico un cinema diverso, che alimenta se stesso attraverso l’iconografia, i miti, le figure. Così ha messo a disposizione dell’Università la sua collezione personale di materiali cinematografici: fotografie, pubblicità, album di figurine, cartoline, francobolli, biglietti d’ingresso agli spettacoli, riviste illustrate, manifesti, locandine, ma anche piatti, tazze, bicchieri, borse, magliette, profumi, portachiavi. Un mondo fatto di gadget e rarità per i cinefili più curiosi. “Il cinema ha costruito l’immaginario collettivo senza la pellicola. L’effimero cinematografico costituisce una parte del cinema meno nota, e spesso considerata solo strumento di mercato. Ma al di là del suo compito ultimo, quello di vendere un prodotto, ha creato l’illusione  del cinema e ha contribuito a conservarne la memoria”.
 
“Eterno vagabondo” di Charlie Chaplin, “Il cameraman” di Edward Sedgwick, “Il giuramento dei forzati” di Michael Curtiz, “Una notte a Casablanca” dei fratelli Marx sono solo alcune delle locandine presenti alla mostra. Due angoli speciali sono dedicati ai due divi per antonomasia del cinema hollywoodiano, Marilyn Monroe e James Dean, con foto, magliette, profumi che li ritraggono. “Ma il divismo nasce in Italia. Con Francesca Bertini, per la precisione. È lei la prima vera diva. Poi il “vizio”, come veniva chiamato, trasmigra a Hollywood, con l’industria del cinema”. Il cinema delle copertine delle riviste illustrate è elegante. Marlene Dietrich, Alida Valli, Greta Garbo, Mary Pickford, Rita Hayworth, i loro visi eterei, rappresentano il cinema raffinato degli anni Trenta e Quaranta. Ma sono anche le dive del muto, quelle che hanno assistito al passaggio al sonoro.
 
A seguire un suggestivo spettacolo di lanterne magiche. La lanterna magica è uno strumento per la proiezione delle immagini che risale al 1880 ed è uno degli apparecchi che maggiormente rappresenta quello che viene definito pre-cinema. Per l’occasione, una delle più grandi lanterniste d’Europa, la signora Laura Minici Zotti, ha messo in scena una proiezione sulla vita del libertino Casanova, utilizzando vetri dipinti a mano risalenti al Settecento e all’Ottocento. Si tratta di uno dei primi tentativi di sceneggiatura, in cui viene raccontata una storia attraverso delle immagini in movimento, il che testimonia come già nell’Ottocento vi fosse l’esigenza di superare l’immagine fissa e unidimensionale. Lo spettacolo visivo è stato accompagnato dalla lettura in versi e gli interpreti hanno indossato i costumi dell’epoca.
Durante un fuori programma, sono stati proposti anche dei vetri inglesi che mostravano il terremoto di Messina del 1908.
 
La conclusione è stata affidata alla proiezione del film di Luigi Comencini “La valigia dei sogni”, del 1953, in cui l’appassionato di cinema Ettore Omeri raccoglie le pellicole destinate ad essere distrutte e si diletta a ricomporle e a presentarle nei collegi e nelle case private di ricche contesse, nel tentativo di far apprezzare ai suoi contemporanei un cinema che rischia altrimenti di cadere nell’oblio. Un cinema che parla di se stesso, che si auotocelebra e che non vuole essere dimenticato. Quasi un album nostalgico con spezzoni di film di Eleonora Duse, Pina Menichelli, Lyda Borelli, Bartolomeo Pagano, Tullio Carminati, le dive e i divi del glorioso cinema delle origini.
 
La mostra sarà aperta fino al 17 maggio. Ricordiamo che il museo del pre-cinema che ospita la collezione Minici Zotti si trova a Padova.
 
Link utili:
www.minicizotti.it
www.magiclantern.org.uk


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