Putin dà scacco ad Obama: fuori mercato Visa e Mastercard

AVERE ADOTTATO LO YUAN QUALE MONETA PER GLI SCAMBI COMMERCIALI HA DATO UN COLPO AL DOLLARO. E L’UNIONE EUROPEA? SI ACCODA AGLI AMERICANI…

In due mosse Vladimir Putin da scacco a Barak Obama. Adotta lo Yuan cinese come moneta di riserva ed avvia il sistema di pagamento elettronico Pro 100 e mette fuori mercato le carte di credito statunitensi Visa e Mastercard.

Le contromosse di Putin originano dalla decisione di Obama di imporre a Visa ed a Mastercard di bloccare le transazioni in Russia: una delle tante stupide misure di ritorsione nei riguardi della Repubblica euroasiatica a seguito dell’accoglimento della Crimea nella Federazione russa, dopo il referendum.

Appresa la notizia, Putin si è dato subito da fare. Ha assunto le due decisioni strategiche ed i colossi finanziari americani l’hanno presa in quel posto. Infatti, ben 100 milioni di utenti si sono sganciati dal sistema di pagamenti elettronico americano e4 milioni si accingono ad utilizzare il sistema russo.

In pochi mesi (si pensa ad un periodo non superiore a due mesi) il sistema Pro 100 sarà in piena efficienza. In atto alcune banche russe, la Sberbank, Uralsib, Bar AK, e Mosca Industrial Bank lo utilizzano già in via sperimentale. Queste banche, da sole, rappresentano più del 40 per cento del sistema bancario russo.

Del fatto ne dà notizia il bene informato “Basta casta”, che aggiunge la dichiarazione ufficiale del direttore della comunicazione della Card Elettronica Universal RT, Andrey Nesterov.

L’operazione avviata da Putin non è una semplice misura di difesa è, piuttosto, una sfida globale, tanto che appare implicita l’offerta ai cittadini di altri Paesi, anche europei, di adottare il sistema Pro 100 per i loro pagamenti elettronici.

Avere adottato lo Yuan cinese quale moneta per gli scambi commerciali, poi, ha rappresentato un ulteriore colpo alla credibilità del dollaro quale divisa di riferimento sullo scacchiere globale. Il dollaro, infatti, ha via via perso gran parte della sua credibilità internazionale come abbiamo avuto modo di riferire in altro articolo nel recente passato.

Questi gli ultimi fatti della nuova ondata di guerra fredda ‘con altri mezzi’ tra gli Usa e la Federazione russa. Va da sé che queste tensioni non fanno bene alla causa europea che si trova presa in mezzo da questo conflitto permanente che la divide nella sua prospettiva unitaria.

Troppi Paesi europei, anziché preoccuparsi di realizzare l’Europa unità, si accodano agli Stati Uniti per difendersi da un pericolo immaginario proveniente dall’Est, dal quale, però, non possono fare a meno per il loro approvvigionamento energetico.

E’ un bel pasticcio, non c’è che dire. Ma a voler vedere bene ci si accorge che diventa sempre più urgente definire il ruolo politico dell’Unione europea al fine di mettere in campo una forza di equilibrio strategico, portatrice di pace e di civiltà.


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