Punti nascita, oltre il caso di Petralia Ministero chiede garanzie alla Regione

Una disponibilità a tempo, quella mostrata dalla ministra della Salute Beatrice Lorenzin, in occasione del vertice di ieri a Roma, a cui ha preso parte anche il governo regionale siciliano, con l’assessore Baldo Gucciardi. Una buona volontà da parte di Roma, soprattutto condizionata a risultati che diano garanzie precise. Una vicenda che riguarda l’ospedale di Petralia Sottana, nelle Madonie, ma che potrebbe essere paradigmatica per tutte le sedi regionali che dovranno fronteggiare il pressing del ministero della Salute in materia di adeguamento di sicurezza e di gestione delle emergenze

Gucciardi ha convocato per lunedì prossimo il comitato regionale dei punti nascita. Oggetto dell’incontro dovrebbe essere l’aggiornamento operativo successivo all’incontro svoltosi ieri. Il ministero della Salute avrebbe infatti chiesto esplicitamente garanzie alla Regione sui punti nascita per i quali potrebbe essere allo studio una proroga. In primis, ci sarebbe la richiesta di potenziamento dei reparti chiamati a gestire le emergenze, a partire da medici e infermieri. Un punto a parte riguarderebbe la realizzazione di una elisuperficie riscaldata e illuminata. In dettaglio questa pre-condizione nascerebbe per ottimizzare e affrontare al meglio le criticità più severe che si possono configurare. La proroga è dunque per strada, ma non è scontata e non risolverà il problema in assenza di interventi strutturali. La trattativa è in corso. 

La chiusura del punto di Petralia Sottana era stata determinata dalla valutazione tecnica del comitato Percorso Nascita Nazionale sulla base dei requisiti di sicurezza, la mancanza di personale medico specializzato e il mancato raggiungimento del numero di 500 parti l’anno. L’ottimismo che ha caratterizzato ieri alcuni sindaci del comprensorio, dovrà ancora trovare conferma tra i vari livelli di perfezionamento pratici ed operativi.


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