Un laboratorio teatrale durato dieci mesi all'interno della casa circondariale della cittadina megarese fra uomini sottoposti al regime del carcere duro e giovani con disabilità. Sul palco le storie di Giufà e Colapese. «I disabili vogliono bene senza limiti e i detenuti avevano solo bisogno di essere guardati in faccia con innocenza»