Rinviati a giudizio i quattro coimputati della vicenda che, in un processo già in aula, vede accusato il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno di corruzione. Così ha deciso la giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Palermo Giuseppa Zampino. Il presidente dell’Ars ha scelto il giudizio immediato. L’udienza che riguarda l’esponente di Fratelli d’Italia […]
Foto di Alberto Sanchez da Pixabay
Corruzione e fondi regionali, quattro rinviati a giudizio nell’inchiesta che coinvolge Galvagno
Rinviati a giudizio i quattro coimputati della vicenda che, in un processo già in aula, vede accusato il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno di corruzione. Così ha deciso la giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Palermo Giuseppa Zampino.
Il presidente dell’Ars ha scelto il giudizio immediato. L’udienza che riguarda l’esponente di Fratelli d’Italia si terrà domani. Intanto, la giudice ha mandato a processo (dal 2 novembre, alla terza sezione del tribunale di Palermo) l’ex portavoce di Galvagno Sabrina de Capitani di Vimercate, l’imprenditrice Caterina Cannariato (detta Marcella), la dipendente della fondazione Orchestra sinfonica siciliana Marianna Amato e il manager della comunicazione Alessandro Alessi.
Per Galvagno non solo corruzione
Per loro, così come per Galvagno, l’accusa è di corruzione. Il presidente dell’Ars risponde però (con il suo autista Roberto Marino) anche di truffa, falso e peculato. E ha chiesto lo spostamento del processo a
Catania: domani il tribunale tratterà proprio questo aspetto. L’eventuale trasferimento per incompetenza territoriale potrebbe assorbire anche le posizioni dei quattro rinviati a giudizio oggi pomeriggio.
Le ipotesi dei pm
Secondo l’ipotesi dei pubblici ministeri Andrea Fusco e Felice De Benedittis, Galvagno avrebbe acconsentito all’erogazione di finanziamenti per manifestazioni organizzate da fondazioni in cui Cannariato, ex moglie dell’imprenditore Tommaso Dragotto, aveva un ruolo. In cambio l’esponente meloniano avrebbe ottenuto incarichi assegnati a persone a lui vicine. Così sarebbe avvenuto per un’iniziativa della fondazione Marisa Bellisario e della fondazione Tommaso Dragotto, di cui oggi Cannariato non fa più parte.
I finanziamenti per le fondazioni
Le somme in questione sono 198mila euro per le edizioni 2023 e 2024 di Un magico Natale e di 27mila euro destinati a Sicilia per le donne (entrambe della fondazione Dragotto). Oltre a 10mila euro per un’apericena offerta dalla presidenza dell’Ars per l’iniziativa culturale Donne, economia e potere (fondazione Bellisario). Marcella Cannariato in un altro procedimento per corruzione – nato dalla radice, un’inchiesta sui fondi stanziati dalla Regione Sicilia per partecipare al festival del cinema di Cannes – è stata condannata a due anni e sei mesi. L’assessora regionale al Turismo Elvira Amata è stata rinviata a giudizio. Anche in questo caso si parlava di finanziamenti pubblici collegati a uno scambio di favori, un lavoro e un alloggio per un nipote della stessa Amata. E, come contropartita, di un sostegno economico a un’iniziativa che stava a cuore a Cannariato.