Premiato ‘Karol, un uomo diventato papa’

Si è appena conclusa la 27° edizione dell’Efebo D’Oro, svoltasi nella Valle dei Templi dal 26 settembre al 1° ottobre.

Festival in cui sono stati premiati i migliori registi della produzione cinematografica e televisiva dell’anno.

Il premio televisivo va a Giacomo Battiato, regista della fiction “Karol, un uomo diventato papa” per aver saputo trasporre sullo schermo la vicenda di un uomo che diverrà poi un gigante della storia.

Premio dato non solo per aver trattato l’essenza del personaggio in questione, ma per la genialità nell’aver argomentato in maniera eccellente il dibattito interiore che porta Karol alla vocazione, al sacerdozio, al confronto con il potere comunista, alla battaglia politica e ideale a simbolo di tutta la Polonia.

Un lungo viaggio attraverso le tappe fondamentali della vita di Papa Giovanni Paolo II, i cui incontri ed esperienze, da operaio a poeta ed insegnante, lo porteranno al sacerdozio, fino a diventare, nel 1978, l’uomo che noi tutti oggi conosciamo.

 

Tra gli ospiti rappresentanti il premio in questione, l’attrice Bela e Gianfranco Svidercoschi, autore del libro dal quale è stato tratto il film.

“L’argomento da trattare mi sembrava un’impresa rischiosa o forse anche impossibile per il rischio dell’agiografia, che detesto. Bisognava cercare contemporaneamente lo spirito e il significato profondo della vita di quest’uomo”, commenta entusiasta Svidercoschi.

Questi due capitoli della storia polacca di Karol Wojtyla, infatti, riguardano il racconto della sua formazione e delle sue battaglie, spiegando non soltanto le grandi azioni del suo pontificato.

“Alla fine del 2003 avevo persino scritto a Battiato, perché ero del parere che le riprese stessero forzando qualcosa di finto. Bisognava scrivere la storia polacca senza pensare che il papa fosse diventato ciò che era”, continua l’autore del libro.

Fatti e personaggi autentici dunque, ma trattati con la libertà della narrazione. E’ stato un film premiato proprio perché ha saputo seguire il percorso delle emozioni.

“Chi non è polacco – ha spiegato Bela con un pizzico di commozione – non potrà mai capire cosa ha significato per noi Karol Wojtyla e soprattutto quanto è cambiata la Polonia durante tutto il suo pontificato”.

 

Ciò che formò Karol prima d’ogni cosa, infatti, fu l’esser cresciuto in un contesto in cui forti furono sentiti l’occupazione nazista, la repressione del popolo polacco e il genocidio degli ebrei. Il Papa aveva alle spalle non un Paese qualunque.
L’unica persona a non aver potuto partecipare alla premiazione è stato proprio il regista Giacomo Battiato. Il motivo è presto detto: stanno, infatti, per partire le riprese della nuova fiction – dal titolo “Karol Wojtyla, un Papa rimasto uomo”– della Taodue Film dedicata al pontificato di Giovanni Paolo II.

Non è stato detto nulla in anteprima, solo che le riprese del film dureranno fino a Natale e comprenderanno location in Italia, Polonia, Francia, Spagna e Sud Africa, dove si trova in questo momento Battiato. Siamo certi che anche questa fiction, ci regalerà le stesse profonde emozioni.


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