«Liberaci dagli incedi dolosi e dal turismo di massa»: le preghiere laiche alla Madonna degli attivisti siciliani

Le denunce politiche e sociali, nel Trapanese, diventano perfino laiche invocazioni alla Madonna del Soccorso. «Liberaci dagli incendi dolosi», «Liberaci dal turismo di massa», «Liberaci dal fascismo», «Liberaci dalla corruzione». Il gruppo di attivisti Muschio Ribelle non sa più che a santi votarsi. E, così, è a degli originali manifesti disseminati per le strade di Castellammare del Golfo, che sono state affidate delle preghiere non confessionali. Con gli attivisti che si sono rivolti direttamente alla Madonna del Soccorso, la patrona della cittadina in provincia di Trapani che si festeggia proprio in questi giorni. «È il nostro modo per denunciare con forza l’ipocrisia di una politica sorda e cieca di fronte ai gravi problemi che affliggono il territorio», spiegano da Muschio Ribelle nella speranza che le luci della festa illuminino anche le battaglie che da tempo portano avanti. «La campagna con i manifesti – aggiungono – invita a guardare oltre i fuochi d’artificio e a prendere coscienza delle criticità che non possono più essere taciute».

Nell’agosto dell’anno scorso, lo stesso gruppo di attivisti ha occupato l’ex ostello Cielo d’Alcamo, che si trova all’interno della Funtanazza nella riserva naturale Bosco d’Alcamo sul Monte Bonifato, nella speranza di restituire alla collettività quel luogo abbandonato da anni. Una speranza svanita, qualche mese dopo, con uno sgombero. L’impegno di Muschio Ribelle, però, continua. «Per la riserva naturale dello Zingaro devastata dagli incendi nel 2020, nel 2023 e nel 2025 – elencano gli ambientalisti del gruppo – contro un turismo di massa che soffoca il territorio relegando la sua economia a soli tre mesi all’anno e spingendo i giovani a emigrare». E le suppliche alla Madonna del Soccorso da parte degli attivisti non finiscono qui. «C’è poi la drammatica difficoltà nel reperire una casa; manca un ospedale; i rifiuti inquinano terra, aria e mare; le strade sono impraticabili e – procede la lista – i servizi pubblici sono del tutto assenti».

Oltre a quelli locali, sono anche mali universali quelli per cui Muschio Ribelle chiede la liberazione direttamente alla santa patrona ritratta nei manifesti con una grafica stilizzata dai toni accesi e dai colori contrastanti. Un linguaggio diretto, che lega la tradizione religiosa alla denuncia sociale e politica. «I dati parlano da soli – lamentano gli attivisti – Servono tre ore di treno per coprire appena 45 chilometri tra Castellammare e Trapani; l’ultimo pullman per Palermo o Scopello parte alle 18. Durante l’inverno poi – aggiungono – il territorio si svuota, privo di vitalità culturale e di spazi di espressione popolare, e i cittadini si sentono dimenticati da istituzioni assenti. In un luogo in cui la mafia resta radicata – denunciano ancora da Muschio Ribelle – non esiste neppure un centro sociale in un bene confiscato alla criminalità organizzata».

Tutte cause che stanno a cuore al gruppo di attivisti che sono arrivati anche a rivolgere laiche implorazioni alla Madonna. «È tempo di resistere alla rassegnazione e all’indifferenza – sottolineano con forza da Muschio Ribelle – La rinascita deve partire dalla consapevolezza, dal senso civico e dalla lotta solidale. Non possiamo lasciare che i nostri sogni, le nostre speranze e la nostra umanità muoiano nelle mani di chi distrugge con incompetenza o malinteressi», ribadiscono gli attivisti nel loro grido di allarme sotto forma di preghiera che, in realtà, «è soprattutto un invito all’azione collettiva, perché solo insieme la comunità può difendere il proprio futuro».


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