Pozzallo, sequestrati al porto 36 chili di khat Droga dei poveri, legale in alcuni Paesi europei

La Guardia di Finanza ha sequestrato 36 chili di sostanza stupefacente al porto di Pozzallo. Si tratta di foglie di khat, ribattezzata la droga dei poveri, e importata in Europa, negli ultimi anni, da alcuni Paesi dell’Africa. In Italia è illegale, mentre non lo è in altri Stati del vecchio continente, come Paesi Bassi e Regno Unito. 

Le Fiamme gialle – insieme ai carabinieri e a un funzionario dell’agenzia delle dogane – hanno individuato il carico nel porto ragusano, nell’ambito dei controlli anti terrorismo che negli ultimi mesi si sono intensificati. I militari hanno notato un somalo di 28 anni, proveniente da Malta, intanto nelle operazioni di sbarco del catamarano. In particolare hanno destato attenzione due grosse scatole di cartone poste sul carrello bagagli. Che quindi sono state perquisite, rivelando il carico di droga: diverse buste di plastica contenenti foglie secche di colore verde, facilmente scambiabili per tè. 

Si trattava invece di khat, una droga prodotta soprattutto in Etiopia, Ruanda, Uganda, Kenya e Yemen. Masticando le foglie di questa sostanza si ha un senso di eccitazione ed euforia che possono portare alla dipendenza. Il cittadino somalo è stato arrestato per il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e, su disposizione del sostituto procuratore di turno, Gaetano Scollo, è stato portato nel carcere di Ragusa. La droga è stata sequestrata e inviata al laboratorio di analisi dell’Università di Catania. L’obiettivo è stabilire la valenza del principio attivo per poter quantificare i ricavi che avrebbe potuto fruttare la vendita. 


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