Pozzallo, 18 migranti morti, anche bimbo di tre anni Fermato lo scafista, aveva abbandonato gommone

Sarebbero stati costretti a partire dai trafficanti libici nonostante le cattive condizioni del mare. E il viaggio, sul gommone precario, è durato poco. Il mezzo prima ha cominciato a imbarcare acqua, poi si è sgonfiato uno dei tubolari e la benzina è caduta addosso a diversi migranti. Il panico ha fatto il resto. In 18 sono morti tra le onde, tra questi anche un bambino di tre anni che, mentre stava per essere salvato con la mamma, è scivolato tra le onde a causa del salvagente troppo grande e non è più riemerso. I sopravvissuti sono 113, arrivati ieri al porto di Pozzallo. Tra loro anche lo scafista, un ragazzo senegalese di 20 anni, Seydi Koutoubo.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti della squadra mobile di Ragusa – supportati da carabinieri e Guardia di finanza – il giovane avrebbe abbandonato il gommone nel momento in cui ha cominciato a imbarcare acqua, avrebbe svuotato un bidone di plastica contenente benzina e lo avrebbe usato come galleggiante. Diverse testimonianze concorderebbero nell’individuare proprio in Koutoubo la persona che, d’accordo con i trafficanti libici, avrebbe condotto il mezzo nel Mediterraneo. Dovrà adesso rispondere del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e della morte dei 18 migranti. 

Secondo quanto riferisce la polizia di Ragusa, l’sos dal mezzo è stato lanciato il 12 ottobre tramite un telefono satellitare. Non trovandosi in acque di competenza italiana, la Guardia costiera di Roma ha chiesto il permesso di intervenire alle autorità libiche che hanno concesso il via libera alle 21:36. Le operazioni di salvataggio si sarebbero svolte tra le 22:10 e le 22:50. Una volta arrivati al porto di Pozzalo, i superstiti sono stati ascoltati anche grazie al supporto di psicologi.


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