Foto di Stretto di Messina spa

Ponte sullo Stretto, Salvini annuncia una nuova scadenza. Dagli ambientalisti, intanto, ancora un reclamo all’Ue

«Mercoledì mattina ci sarà l’approvazione del progetto definitivo per l’avvio del Ponte sullo Stretto di Messina», ad annunciare ancora una nuova scadenza – dopo le tante saltate – è il ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Proprio in contemporanea a un altro annuncio, ma di una cosa già fatta: un nuovo ricorso all’Unione europea contro la mega-struttura da parte delle principali associazioni ambientaliste italiane. «L’impatto ambientale del Ponte è certo, documentato e, dopo anni di negazioni, ammesso dagli stessi proponenti l’opera». Così, per presentare un documento che integra il reclamo già inviato a fine marzo, Greenpeace, Legambiente, Lipu e Wwf. Al centro della contestazione da parte delle associazioni c’è il secondo parere della commissione Via-Vas, con cui si è conclusa la valutazione d’incidenza del ponte, prevista dal primo parere della commissione. La quale aveva dato il via libera all’opera, ma con una lista di 62 prescrizioni da rispettare per una piena compatibilità ambientale della struttura. Prescrizioni, ricordano le associazioni, non ancora tutte eseguite.

E, soprattutto, sottolineano le realtà ambientaliste, si tratta di indicazioni che mettono nero su bianco, nei fatti, i rischi per l’ambiente. «Se non ci fossero, non sarebbe mai stata avviata questa procedura – si legge in una nota congiunta – che si attiva solo in presenza di impatti ambientali acclarati e non mitigabili per le aree tutelate dalle direttive comunitarie, cioè i siti della Rete Natura 2000 che interessano anche lo stretto di Messina e il tratto di mare che li separa». Per procedere con l’autorizzazione in deroga servono tre condizioni necessarie, secondo la commissione: «L’assenza di alternative rispetto al progetto che produce impatti – ricordano le associazioni -, la presenza di motivi imperativi di rilevante interesse pubblico che lo giustifichino, e interventi ambientali compensativi che bilancino gli impatti che provoca».

Tra condizioni che – per Greenpeace, Legambiente, Lipu e Wwf – il progetto del ponte sullo Stretto non rispetterebbe. E a non convincere le associazioni è anche il modo con cui il governo italiano ha risposto a questi tre punti e, soprattutto, all’interesse pubblicato. Giustificato, ricordano, con «valutazioni economiche sul rapporto costi benefici dell’opera, ampliamente opinabili; un effetto economico atteso miracoloso e – concludono – un interesse strategico per motivi di sicurezza militare, sanitaria e di protezione civile». Un passaggio strumentale, secondo gli ambientalisti, per evitare di far finire la procedura sotto la revisione dell’Unione europea. La stessa alla quale, adesso, sono le associazioni a chiedere di esprimersi.


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