Pillirina, la battaglia per l’istituzione della riserva «L’iter bloccato per mancanza di volontà politica»

«Giù le mani dalla Pillirina». È questo lo slogan che ha accompagnato la manifestazione che si è tenuta ieri nell’area della Pillirina e di Punta Mola a Siracusa. Cittadini, ambientalisti e attivisti si sono dati appuntamento per chiedere che venga istituita la riserva naturale terrestre penisola della Maddalena e Capo Murro di Porco. «Non c’è alcuna ragione valida per non completare l’iter, se non la mancanza di volontà politica da parte della Regione Siciliana», lamentano dal comitato Sos Siracusa.

Dal luglio del
2015, l’area è inserita nel piano regionale dei parchi e delle riserve, in attesa che
con un decreto specifico l’assessore al Territorio e Ambiente la istituisca,
determinandone i confini, la zonizzazione e l’ente gestore. Nessun ricorso dei tanti
proposti dalla società Elemata Maddalena, proprietaria dei terreni in contrada Massolivieri e Punta della
Mola, ha sospeso né gli atti del procedimento istitutivo né il piano paesaggistico che tutela le aree in
questione. «Pertanto – commentano gli attivisti – questo ritardo nella definizione finale dell’iter istitutivo non può avere alcuna
giustificazione
».

E, intanto, la Soprintendenza di Siracusa ha dato un primo parere positivo al nuovo progetto presentato dal marchese torinese Emanuele Di Gresy: non più un resort ma un residence, quindi non più un albergo con 170 stanze ma la trasformazione dei caseggiati attualmente diroccati in abitazioni civili. Un primo via libera che preoccupa: «Quel residence non è conciliabile con la tutela di un’area che ha il vincolo sia paesaggistico che archeologico – ha sottolineato l’assessore all’Ambiente Carlo Gradenigo – che rientra nell’area marina protetta del Plemmirio ed è anche anche un Sic (sito di interesse comunitario, ndr)».


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