Paura, vergogna, stupidità

I limiti della tragedia siciliana sono precisi. Viviamo in un paese potenzialmente ricco come nessun altro poiché ha miniere, terra fertilissima, una posizione storica e geografica al centro di tutte le civiltà e di tutte le rotte commerciali, bellezze della natura incomparabili, e talento umano, cioè fantasia, pazienza, sopportazione al dolore, coraggio. E tuttavia da centinaia di anni siamo colpiti e feriti, siamo sempre più poveri, sempre più lontani dall’Europa, vittime di tutte le violenze. Da decenni abbiamo l’autonomia regionale, una macchina costituzionale per risolvere la nostra tragedia di popolo, risolvere i nostri problemi sociali, costruire le strade, le scuole, gli ospedali, le case, le dighe, portare acqua nel cuore della terra arida, costruire fattorie, allevamenti, sovvenzionare le industrie utili, proteggere i monumenti, il mare, le coste, realizzare alberghi, impianti sportivi, musei, teatri. Siamo invece immobili, quasi putrefatti dentro i nostri problemi; l’Europa cioè il livello di civiltà europea, si allontana sempre di più. Nella realtà non poteva essere altrimenti: molti politici ai quali i siciliani hanno delegato l’amministrazione dell’autonomia erano privi di cultura tecnica, altri accecati dall’interesse personale e quindi disponibili alla corruzione, altri ancora infine senza ingegno, né fantasia né inventiva, cioè praticamente stupidi. I siciliani hanno espresso una classe politica di gran lunga inferiore alle loro capacità umane e alle necessità storiche.
Amico mio, chissà quante volte tu hai dato il tuo voto ad un uomo politico così, cioè corrotto, ignorante e stupido, solo perché una volta insediato al posto di potere egli ti poteva garantire una raccomandazione, la promozione ad un concorso, l’assunzione di un tuo parente, una licenza edilizia di sgarro. Così facendo tu e milioni di altri cittadini italiani avete riempito i parlamenti e le assemblee regionali e comunali degli uomini peggiori, spiritualmente più laidi, più disponibili alla truffa civile, più dannosi alla società. Di tutto quello che accade oggi in questa nazione, la prima e maggiore colpa è tua. Non ti lamentare perciò se a Napoli la camorra ha sostituito lo Stato nella pubblica amministrazione e in Sicilia e dovunque la mafia è padrona di ciò che ha comunque valore economico e politico, assassina chiunque sgarra.
Non ti lagnare, amico mio, se tutto questo accade, non ne hai il diritto. Il primo lazzarone sei tu e la storia ti paga per quello che merita la tua maniera di concepire la politica e quindi la tua stessa dignità!
Solo che ora non hai più molto tempo. Lo vedi tu stesso quello che ci circonda e assedia: amministratori che divorano, l’inflazione che ogni giorno ti rende sempre più miserabile, finanzieri che portano il denaro all’estero ed ogni giorno rendono questa tua miseria più infame, logge segrete come immense piovre in tutti i vertici dello Stato, mafiosi praticamente padroni anche della tua sedia di lavoro! La necessità di una rivolta morale, cioè di trasformare la Sicilia e l’Italia, è diventata una necessità per sopravvivere. Io allora non ti dico per quale partito votare, perché penso che tu abbia avuto almeno la lucidità per fare una tua scelta ideale. Ti dico solo, all’interno di questo partito al quale affidi la tua coscienza di cittadino, di scegliere uomini intelligenti, soprattutto uomini onesti. E se hai coraggio e passione, stai tu dentro quel partito a lottare per la tua parte. So quanto sia difficile, poiché manigoldi e ruffiani sono riusciti finora ad emarginare o eliminare gli intelligenti e gli onesti. Ma bisogna tentare, disperatamente, quotidianamente lottare e sperare.
 
 
A cura degli alunni dell’I.T.I.S. “Marconi” Catania


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