Patetica serata-TV per i David di Donatello

dI Gabriele Bonafede

Una celebrazione piccola piccola, quasi da balera di provincia e per giunta al chiuso, in Italia a metà giugno. E non si capisce perché.  Celebrarla in un teatro all’aperto era un must a inizio-estate in Italia. Invece si è optato, come sempre, per un teatro al chiuso che sembrava il ridotto fortificato del “cinema chiuso” italiano. D’altronde, chissà quando hanno registrato la trasmissione, visto che i nomi dei premi e financo le battute dei protagonisti erano già pubblicati su almeno un giornale online prima che li consegnassero.

Così, mentre al nuovo spazio delle terme di Caracalla a Roma si celebrava una grande novità in una serata magnifica, in TV andava purtroppo in onda (dal Teatro 5 della Dear) una cerimonia di consegna  dei David di Donatello di basso profilo e da minestra riscaldata, fatti salvi i pochi minuti d’apparizione di alcuni grandi del cinema italiano come Benigni, i fratelli Taviani, Morricone e Giancarlo Giannini.

Sono Lillo e Greg sbattuti a condurre, forse loro malgrado, con un andamento incerto, dal ritmo blando e a volte irritante, e veramente poco attrattivo per non dire noioso e anche patetico. E, come se non bastasse, sono consegnati una serie di premi che lasciano fuori dalla passerella principale le vere novità otre alla qualità della ricerca nella produzione italiana del 2013, tranne che per i premi al film Diaz di Daniele Vicari, quasi doverosi, ma chiaramente ipocriti.

Il film del regista siciliano più conosciuto, Giuseppe Tornatore, fa man bassa di premi: soprattutto i due riconoscimenti principali al film e alla regia. Ma riduce al minimo i premi per quattro importanti film come Viva la Libertà di Roberto Andò, che comunque ottiene il David per la sceneggiatura e quello per il miglior attore protagonista (Mastandrea), per  Io e Te, di Bertolucci e anche per E’ stato il figlio di Ciprì, e Tutti i santi giorni di Virzì che ottengono ancora meno.

Dopo “la grande bellezza” Toni Servillo ricopre il ruolo di “grande assente” .  Anche se visto forse in troppi film in questa stagione, è stato sicuramente lui l’attore-guida in più di una produzione e soprattutto nelle interpretazioni di Viva la Libertà e E’ stato il figlio.

Eppure Servillo è stato Ignorato dal David. Incredibile, senza nulla togliere a Valerio Mastandrea che ottiene il premio per miglior attore protagonista (nel film Gli equilibristi di Ivano De Matteo), oltre che come  miglior attore non protagonista (Viva la Libertà).

Giuseppe Tornatore. Foto tratta da www.blogosfere.it

Non c’è dubbio che la qualità tecnica del vero vincitore, il film La migliore offerta di Tornatore, sia ben oltre la media, anche per un grande regista. Bella e quanto mai azzeccata la dedica di Peppuccio Tornatore: “A tutti coloro che, nonostante le difficoltà, non hanno mai smesso e non smettono voler fare film”. E quindi anche a quelli che non riescono a farli nonostante ci provino, contrariamente a quanto riportato da alcuni giornali che hanno omesso il “volere”.

Tuttavia, anche per i modi con la quale è stata realizzata, è una serata quasi da dimenticare. Peccato.

Speriamo che questo sia il punto più basso del David e, a partire dall’anno prossimo si riprenda, per lo meno nella gestione della serata di premiazione.  Speranza non difficile da realizzare perché, come si dice dalle nostre parti “Chiù scuru i menzanotte ‘un po’ fari” (Più buio di mezzanotte non può fare).


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