PARLA CHE TI PASSA/ Intervista in esclusiva allo squalo dello Stretto di Messina: “Al Ciapi di Palermo c’erano squali più famelici di me”

Da qualche giorno un grande squalo bianco lungo sei metri si aggira nelle acque dello Stretto di Messina. Abbiamo colto l’occasione per intervistarlo. Lo squalo ci ha concesso cinque minuti del suo tempo.

Allora signor squalo bianco, che ci fa dalle parti di Messina? E’ venuto per il ministro Gianpiero D’Alia o per il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone?

“Per nessuno dei due. Noi da qui passavamo spesso insieme con i pescispada. A partire dai primi anni del 2000 abbiamo deciso di abbandonare la Sicilia”.

Perché?

“Mancanza di cibo. Qui in Sicilia, per noi squali, campare è sempre stato difficile. In primo luogo, in quest’Isola pescano tutti e ci sono pure quelli che ci scambiano, o ci contrabbandano per tonni da mettere nelle scatolette. Poi, a parte questi problemi ontologico-gastronomici, qui non si batte un chiodo”.

Cioè?

“Gliel’ho detto: non si cala la pentola”.

Non riuscite a mangiare?

“Siamo tornati da qualche settimana. Mancavamo dalla Sicilia dai tempi del Ciapi”.

Del Ciapi? E che c’entra il Ciapi?

“Come che c’entra il Ciapi di Palermo? E il bello che che siete giornalisti! Ma lo sapete cosa si sono mangiati al Ciapi di Palermo?”.

Qualche cosa. Sa, c’è un’indagine della magistratura.

“Infatti. Noi in questa storia siamo parte lesa. Anzi, squali lesi. Quelli che si ammuccavano la pubblicità del Ciapi di Palermo erano peggio di noi squali. Così, a un certo punto ce ne siamo andati”.

Addirittura!

“E che dovevamo fare? In questi casi, in presenza di tanti manciatari, noi preferiamo togliere il disturbo”.

Ora, però, siete tornati.

“Perché quelli che erano più squali di noi, almeno in parte, se ne sono andati”.

Che consiglio si sente di dare a chi, oggi, in Sicilia volesse diventare squalo?

“Di andare tra i rifiuti, nell’acqua privata, tra i monti Sicani dove c’è acqua per tutti gli squali. E anche alla Segreteria Tecnica della presidenza della Regione siciliana. Ovviamente, facendosi proteggere dai Professionisti dell’Antimafia”.

E la promozione della Sicilia?

“Ancora promozione? Lì gli squali – non noi, ma quelli peggio di noi – si manciaru tutti cosi…”.

 

 


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