Palermo, Lopez confermato dopo il ko di Udine Zamparini e Baccaglini: «Basta con le illazioni»

Nuovo proprietario, ma vecchie abitudini? A leggere i giornali era sembrato di sì: dopo la sconfitta di Udine, infatti, la posizione di Diego Lopez era apparsa seriamente a rischio. Su di lui voci che parlavano di esonero e dell’ennesimo ritorno in panchina di Davide Ballardini. Eppure adesso a dirigere le operazioni in casa rosanero non è più il vecchio presidente friulano Maurizio Zamparini, conosciuto come vero e proprio mangia-allenatori, ma l’italo-americano e nuovo presidente Paul Baccaglini, che soltanto qualche settimana fa aveva confermato con grande decisione che Lopez sarebbe rimasto sulla panchina rosanero, quantomeno fino a fine stagione. E invece ecco che dopo qualche risultato negativo i rumors tornano a essere quelli vecchi, quelli ai quali Palermo e i tifosi erano tristemente abituati con la vecchia dirigenza.

A negare un suo presunto coinvolgimento nelle operazioni del club è lo stesso Zamparini: «Sono veramente dispiaciuto – si legge su una nota apparsa sul sito ufficiale del Palermo – per le notizie non vere riportate da alcuni Organi d’Informazione su miei presunti interventi nella decisione di gestione tecnica della squadra». Il comunicato del vecchio patron continua, chiarendo alcuni aspetti: «Ribadisco che dal giorno dell’insediamento del presidente Baccaglini tutte le decisioni societarie sono demandate a lui e alla nuova proprietà e che, pertanto, tutte le illazioni su miei presunti interventi non sono vere». Infine, un chiarimento anche sul suo nuovo ruolo nella nuova società: «Unico mio rapporto personale rimane con il presidente Baccaglini nella mia funzione, se richiesto di volta in volta da lui, di consulente, consona alla mia età ed esperienza».

A questo punto anche il neo presidente Baccaglini ha tuonato, per la prima volta da quando è il numero uno del club siciliano: «Zamparini? Tra me e lui c’è un grande dialogo – spiega a Radio 24 –, ma il presidente sono io. Diego Lopez resta fino a fine stagione, decido io. Ribadisco a tutta Italia che sono il presidente del Palermo, anche alla luce delle illazioni di questa mattina». L’italo-americano continua nel suo intervento parlando del suo personaggio e delle possibilità di salvezza della squadra: «Attorno a me c’è voglia di fare scandalo, di parlare di tutt’altro che di calcio. Io invece parlo del brand. I giocatori devono capire che questa è la A, Palermo una piazza importante e serve rispetto per i tifosi. Se guardiamo il nostro calendario, salvarsi è possibile. È tutta una questione di testa. Se ai palermitani viene dato un progetto coerente e cristallino ci seguiranno fino in fondo. In Serie B si può anche andare, ma a testa alta. Ci sono ancora nove giornate, dobbiamo lottare fino alla fine».


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