Foto di Marta Silvestre

Si fa pagare in anticipo e non esegue il lavoro, ma il giudice lo assolve

Non c’è stata appropriazione indebita per il Gup di Catania, secondo cui questo specifico reato si verifica quando è presente «un vincolo specifico di destinazione» per la somma versata che, nel caso in specie, «data la fungibilità del denaro, si confonde nel patrimonio di colui che l’ha ricevuta e perde il carattere di altruità – scrive il giudice per l’udienza preliminare -, non consentendo la configurabilità, anche in astratto, del delitto» contestato. Così, dunque, il gup di Catania ha assolto il titolare di un’azienda che aveva ricevuto un acconto di circa 8.500 euro per l’installazione di una cabina di ascensore in un condominio, ma che non ha realizzato i lavori e non ha restituito i soldi avuti. La sentenza è stata appellata dalle parti civili, rappresentate dall’avvocato Giuseppe Lipera.

Nelle motivazioni della sentenza di primo grado, inoltre, il gup di Catania scrive che «è pacifico che la fornitura e posa in opera dell’ascensore non risultano essere state mai effettuate», così come, «nonostante le diffide, il denaro non è stato restituito», ma, osserva il giudice, la «dazione dei soldi non risulta accompagnata da un vincolo di destinazione», cioè che i soldi siano «stati consegnati a titolo di acconto». Soldi che sarebbero confluiti nel conto personale dell’imprenditore e non quello societario. Per il gup la condotta dell’imputato può «ben rilevare quale adempimento sul piano civilistico» per «il nocumento arrecato», ma «non vale ad integrare il delitto di appropriazione indebita».

Nella memoria difensiva depositata alla Corte d’appello, l’avvocato Lipera, parla di «sentenza palesemente infondata, sia sotto il profilo giuridico che su quello fattuale» basata su «una ricostruzione completamente sganciata dalla realtà processuale». Il legale cita il contratto firmato dalla società di ascensori, la causale del bonifico e della fattura emessa dall’impresa che recitano acconto per installazione piattaforma elevatrice.

«Riassumendo – è la ricostruzione dell’avvocato nella memoria difensiva – due persone versano dei soldi al titolare di una ditta, come acconto per l’installazione di un ascensore. Lui incassa, ma il lavoro non lo fa. Dopo un po’ dichiara pure che i lavori non può iniziarli e promette per iscritto che restituirà la somma entro una certa data. Ma non restituisce nulla. Silenzio totale. Intanto, il denaro se lo tiene. Se non è un reato questo, allora cos’è?»


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