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Inchiesta Oikos sulla gestione dei rifiuti: le parti civili ammesse al processo

L’ammissione delle richieste di costituzione di parti civili ha descritto l’udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio, avanzato dalla procura di Catania, di 25 persone nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei rifiuti legata alla società partecipata Rap di Palermo e sulle discariche Valanghe d’inverno e Tiritì dell’Oikos, tra Misterbianco e Motta Sant’Anastasia (in provincia di Catania). Il giudice per l’udienza preliminare Luigi Barone ha accolto tutte quelle presentate: i Comuni di Motta Sant’Anastasia e Misterbianco, la città metropolitana di Catania, il comitato No discarica, l’associazione Zero Waste 
Sicilia
, Legambiente e Codacons. Delle parti offese individuate dalla procura di Catania non si sono costituite il ministero dell’Ambiente, la Regione Siciliana e il Comune di Palermo.

Il gup ha aggiornato l’udienza al 9 ottobre per decidere sull’eccezione di incompetenza territoriale avanzata dalle difese. Lo stesso giorno saranno sentiti alcuni dei tre imputati che hanno annunciato l’accesso al rito abbreviato. Tra i 25 imputati c’è anche il capo della protezione civile siciliana Salvo Cocina, in qualità di dirigente generale del dipartimento regionale Acqua e rifiuti, incarico che ha ricoperto dal 1 agosto del 2018 al 18 giugno del 2020, e gli imprenditori Orazio e Domenico Proto. L’inchiesta è basata su indagini dei carabinieri del Noe e della sezione di polizia giudiziaria dell’arma.

Secondo un capo d’imputazione, dalla Rap di Palermo sarebbero stati conferiti nelle discariche gestite dall’Oikos rifiuti urbani indifferenziati e non frazione secca, come previsto, per l’inadeguatezza e l’inefficienza degli impianti di trattamento meccanico biologico (Tmb) fisso e mobile in uso nella discarica di Bellolampo. Un faro è stato acceso dalla procura anche sul progetto esecutivo di ampliamento delle discariche dell’Oikos in cui di un dirigente e di un funzionario della Regione, Natale Zuccarello e Gianfranco Cannova, secondo l’accusa, avrebbero «omesso di procedere ai controlli sull’impianto di percolato», autorizzando la «gestione abusiva in presenza di carenze progettuali». La richiesta di rinvio a giudizio, che comprende anche le due società – la Rap di Palermo e l’Oikos di Motta Sant’Anastasia – è stata firmata dai sostituti procuratori Raffaella Agata Vinciguerra e Angelo Brugaletta, e vista dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo.


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