Obiettivo sulla protesta

Ieri mattina nei corridoi del Monastero dei Bendettini è tornato il brusìo rasserenante di tutti i giorni. Ma la protesta contro i tagli all’Università e la riforma dell’Istruzione prosegue. In Aula A/1 (meno affollata dell’altro ieri) continua l’assemblea permanente. Nel frattempo, in aula 13 Nunzio Famoso, il preside della facoltà di Lingue,  ha convocato una conferenza stampa, nel corso della quale ha ribadito che “non c’è nessuna organizzazione politica dietro a questa protesta. Sono il frutto di una forte preoccupazione per il destino dell’Università pubblica, e troviamo grave che il governo minacci l’uso della forza contro queste manifestazioni che sono espressione di democrazia”. 

Alla conferenza ha partecipato anche Antonio Pioletti, docente di Filologia Romanza, che ha dichiarato: “Siamo in presenza di un attacco frontale al sistema di istruzione pubblico. Questi tagli non sono dettati dalla crisi economica, ma da un progetto che mira a favorire le università e le fondazioni private”. Per oggi è stata indetta un’assemblea aperta a tutti alla quale parteciperanno anche i sindacati universitari e il comitato in difesa della scuola pubblica, che si terrà all’Auditorium dell’ex monastero dei Benedettini alle ore 17.

In agitazione anche il polo scientifico della Cittadella: dalle 11 di ieri mattina gli studenti sono in assemblea itinerante tra Farmacia, Ingegneria, Chimica, e la mensa.  Alcuni dei professori che in  quel momento facevano lezione hanno consentito ai manifestanti di parlare agli altri studenti. “Vogliamo combattere proprio la disinformazione. E lo scopo è anche quello di far prendere posizione all’Ateneo”, fanno sapere da Farmacia. La stessa manifestazione è prevista per stamane, con obiettivo il dipartimento di Matematica.

Da segnalare la mobilitazione degli studenti medi, che stanno organizzando proteste in alcuni istituti cittadini (Boggio Lera, Accademia delle Belle Arti, Cutelli, Principe Umberto, Convitto Cutelli etc).

Per oggi Mariastella Gelmini era attesa a Catania (alle Ciminiere) per la IV giornata della giustizia civile, ma già nel pomeriggio di ieri è stato reso noto che non prenderà parte all’evento.

In Italia continuano occupazioni, lezioni in piazza e autogestioni di Università e scuole, nonostante l’avvertimento del premier Silvio Berlusconi: “Manderemo la polizia per sedare le proteste orchestrate da sinistra e centri sociali”. Dure reazioni dal mondo dell’istruzione (come quelle del Rettore dell’Aquila) e dall’opposizione.

Riguardo alla giornata di mobilitazione dell’altro ieri, vi proponiamo la prima parte del riassunto per voce e immagini curato da Federica Motta e Salvo Catalano: dagli interventi al megafono di studenti e politici, l’irruzione pacifica nei corridoi e in Aula Magna e infine l’occupazione dell’Aula A/1 dove è iniziata l’assemblea.

Nell’assemblea di ieri gli studenti che protestano al monastero dei benedettini di Catania hanno cercato di entrare in aula magna, per informare gli studenti sulla riforma e sulla legge 133, ma hanno trovato, a differenza di ieri, le porte chiuse.


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