No Muos, manifestazioni a Palermo e Catania I comitati: «La Regione agisca in autotutela»

Due presidi in contemporanea, a Catania e a Palermo, per informare sui rischi del Muos e per chiedere alla Regione la revoca dei permessi che autorizzano l’installazione del grande sistema statunitense a Niscemi. Stamattina, proprio mentre veniva lanciato un nuovo (falso) allarme sulla partenza di una gru diretta verso il paese in provincia di Caltanissetta, si è insediato il governo regionale presieduto da Rosario Crocetta. «Ho avuto modo di parlare con il neo-assessore al Territorio e ambiente, Mariella Lo Bello – spiega Nadia Furnari del comitato palermitano – abbiamo spiegato che la Regione può agire in autotutela in attesa delle verifiche».

Fermare i lavori in attesa di capire i reali rischi sulla salute dell’impianto, questa è la priorità dei No Muos. Un’ipotesi esclusa dal governatore Crocetta che – a margine di un incontro a Vittoria (in provincia di Ragusa) – ha spiegato come sia impossibile fermare l’installazione che ha già avuto il via libera dal precedente governo di Raffale Lombardo. Inoltre sarebbe competenza dell’Assessore – insediatasi proprio stamattina – procedere alla revoca. Tuttavia, l’ex sindaco di Gela ha anticipato di voler affidare all’Istituto superiore di Sanità uno studio, non specificando però se verrà effetturato prima dell’installazione del Muos o adesso, considerando il potenziale inquinamento delle antenne già installate all’interno della base.

A Catania, davanti alla sede etnea della Regione, i manifestanti hanno distribuito volantini e invitato a firmare la petizione contro l’impianto. Volantinaggio effettuato anche tra i sindaci della provincia catanese riuniti per un incontro in prefettura contro i tagli ai fondi degli enti locali. «Hanno prorogato fino a febbraio 2013 i notam riguardanti i droni», afferma Alfonso Di Stefano riferendosi alle comunicazioni emesse dalle autorità aeronautiche per avvisare i piloti civili delle attività svolte dai veivoli senza piloti. L’allerta, oltre agli aerei diretti a Fontanarossa e quindi influenzabili dalle attività della base militare di Sigonella, è stata estesa anche all’aeroporto di Trapani Birgi. E i problemi al traffico civile potrebbero provenire dallo stesso Muos: «La densità di potenza è senz’altro in grado di provocare gravi interferenze nella strumentazione di bordo di un aeromobile che dovesse essere investito accidentalmente dal fascio, con conseguenti malfunzionamenti e rischi di incidente», hanno spiegato i docenti Massimo Coraddu e Massimo Zucchetti.

Per chiedere «la smilitarizzazione della Sicilia» la cittadina nissena sarà protagonista sabato 8 dicembre di una manifestazione regionale. A Niscemi prosegue il presidio davanti la base militare, con i cittadini pronti a bloccare la grande gru che dovrebbe partire da Sigonella o da Belpasso (sede della Comina srl, la ditta proprietaria del mezzo), mentre le sentinelle sparse per tutta la provincia monitorano i movimenti dei mezzi pesanti.

 


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