“No” dei Comuni alle aree metropolitane. La rivolta di Bagheria, Monreale e Villabate. La posizione dell’Anci

PAOLO AMENTA, PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI COMUNI ITALIANI DELLA SICILIA: “IL GOVERNO, CON I LIBERI CONSORZI, NON PUO’ VIOLARE L’ARTICOLO 15 DELLO STATUTO SICILIANO”

Questo mattina, a palazzo Butera, a Bagheria, avrà luogo l’incontro dei Sindaci del comprensorio individuato dal disegno di legge del Governo regionale che istituisce le città metropolitane.

I promotori sono stati i sindaci dei comuni di Bagheria, Vincenzo Lo Meo; di Monreale, Filippo Di Matteo; e il Sindaco di Villabate, Francesco Cirrito.

I tre primi cittadini hanno dichiarato di opporsi all’istituzione delle città metropolitane ipotizzata dal Governo regionale presieduto da Rosario Crocetta. Questo perché, informa una nota pubblicata da Monreale News, “ogni Comune ha la propria identità che bisogna mantenere a tutti i costi. Il Governo non può cancellare millenni di storia e per questo invitiamo i colleghi ad unirsi a noi per evitare ulteriori sconvolgimenti”.

Lo slogan della manifestazione già dice tutto: “No all’area metropolitana di Rosario Crocetta che toglierebbe identità a tanti comuni trasformandoli in semplici municipalità”.

Più cauta nelle forme, ma altrettanto determinata a contrastare il progetto di riforma Crocetta, predisposto dall’assessore agli Enti Locali, Patrizia Valenti, l’Associazione nazionale dei comuni d’Italia (Anci) – sezione Sicilia – che ha promosso una riunione del proprio coordinamento regionale il prossimo 26 settembre, per l’esame della proposta governativa. Dice il presidente dell’Anci Sicilia, Paolo Amenta: “La nostra posizione tende a negoziare i contenuti della riforma, partendo dalle esigenze e dalle relative proposte dei Comuni interessati per individuare le soluzioni più congrue. Non possiamo permetterci di subire le iniziative unilaterali del Governo regionale che ha già dato prova della sua improvvisazione nella vicenda riguardante la soppressione delle Province. Né la soluzione avanzata sull’ipotesi dei liberi consorzi ci convince. L’articolo 15 dello Statuto siciliano dà ai Comuni la libertà di trovare le forme e i modi di consorziarsi, libertà che, secondo la proposta del Governo regionale, verrebbe conculcata dalle limitazioni che lo stesso Governo, violando lo Statuto, vorrebbe introdurre”.

 


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