Natura Sonoris per ascoltare e dare voce all’Etna A Monte Serra progetto dei giovani artisti siciliani

Quanto è forte il rapporto tra l’uomo e l’ambiente circostante? Come si coltiva e si accresce? Nasce per cercare di dare una risposta a questi interrogativi il progetto Natura Sonoris – la voce dell’Etna, portato avanti dai sei giovani performer dell’associazione culturale Duende, che hanno mosso i primi passi tra le mura del Viagrande Studios, il centro di ricerca, formazione e produzione per le arti performative in provincia di Catania. Non hanno più di 24 anni gli attori siciliani provenienti da Catania, Enna e Noto che il 22 aprile alle 17.30 metteranno in scena insieme ad alcuni colleghi uno spettacolo itinerante all’interno del Monte Serra, a pochi chilometri dalla scuola in cui si sono formati e che ha messo a loro disposizione risorse, locali, docenti e ricercatori.

«Siamo partiti dal rapporto uomo-natura per stimolare la ricerca dei ragazzi – spiega a MeridioNews l’attore e regista catanese Salvo Piro, coordinatore del progetto – che attraverso diversi contenuti tireranno fuori risposte creative rispetto a quanto è importante oggi rinnovare questo legame, visto che la cultura contemporanea lo sta indebolendo sempre di più». Missione principale, dunque, ascoltare e dare voce al Monte Serra, attraverso elementi naturali come luce, flora, fauna. Ma anche con l’ausilio delle immagini di Carlo Lo Giudice, esperto di linguaggio cinematografico che ha curato il videodocumentario conclusivo, e delle installazioni elettro-acustiche ecosostenibili del musicista e compositore vicentino Stefano Zorzanello, realizzate con strumenti rinvenuti nel parco tra cui legni, pietre e fogliame capaci di stimolare la creatività degli attori da una parte e la capacità di ascolto e di intervento attivo degli spettatori dall’altra.

«L’evento rappresenta l’apice di un progetto di ricerca (finanziato dalla Regione Siciliana nell’ambito del programma Giovani protagonisti di sé e del territorio, ndr) che ha vissuto diverse fasi – chiarisce Piro -, dai laboratori in cui sono stati coinvolti gli studenti delle scuole catanesi e acesi e qualche universitario ai percorsi di ricerca personali degli artisti, dalla creazione del sito web alla comunicazione sui social network con il pubblico». Proprio quest’ultimo, durante l’evento, potrà toccare con mano i frutti di questo percorso e ammirare le performance interattive in giro per il parco, che così rivive e dialoga con i visitatori. «Ogni artista sta studiando un dettaglio da portare alla luce: squarci ispirati alla storia del luogo, al rapporto con gli alberi o al gioco immerso nella natura. Tutto questo mirato al recupero del rapporto col territorio», continua.

Ciò risulta fondamentale perché produce identità e diventa un elemento essenziale per fare cultura oggi. «Non ci si può svincolare dal luogo in cui si vive e da quello che ci circonda – afferma Salvo Piro – Noi, che viviamo in un ambiente dove la natura è ancora molto forte e si fa sentire, abbiamo pensato che potesse essere il punto di partenza per un appuntamento che speriamo, risorse economiche permettendo, diventi annuale». 


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