Muore per esplosione bombola, paese si mobilita Il sindaco: «Mohamed-Giovanni era uno di noi»

Lo hanno trovato disteso nel suo letto, schiacciato dal soffitto venuto giù. Non ha fatto neanche in tempo a muoversi. Mohamed Ezzoui aveva 72 anni, era nato in Marocco ma da circa trent’anni viveva a Delia, piccolo paese in provincia di Caltanissetta. «Era uno di noi», dicono in paese, scossi per la morte del venditore ambulante, causata dall’esplosione di una bombola di gas. Non è chiaro se quella che aveva in cucina o quella che usava per riscaldarsi. La deflagrazione ha distrutto parte della palazzina dove abitava, in affitto, una casa a tre piani, ma piccolissima e fatiscente. 

Mohamed, conosciuto anche come Giovanni, vendeva orologi e accendini nel paese nisseno e nei dintorni. Era finito, ormai molti anni fa, nel Comune nel cuore della Sicilia perché lì si era formata una folta comunità marocchina, ora meno numerosa perché i giovani della seconda generazione sono emigrati, condividendo la sorte di moltissimi coetanei siciliani . «Sono sempre stati molto integrati – spiega il giovane sindaco di Delia, Gianfilippo Bancheri – mai dato problemi, Mohamed era uno di noi e la sua morte ci ha colpito. Tutti conoscevano lui e la moglie che si dava da fare pulendo le scale e che è morta qualche anno fa».

Mohamed viveva da solo nella palazzina del quartiere Casale. I soccorritori (vigili del fuoco, carabinieri, polizia municipale e volontari) hanno scavato anche con le mani tra le macerie dell’edificio per recuperarne il corpo ritrovato però senza vita. L’uomo ha due figli, di cui uno si era trasferito a Milano per lavoro ed è subito tornato in Sicilia per organizzare l’invio della salma in Marocco, come già fatto per la madre. «Stanno cercando di non gravare sul Comune per le spese – spiega il primo cittadino – a differenza di quanto fanno invece tanti altri. La comunità marocchina ha un senso di identità molto forte, si stanno autotassando, non solo quelli di Delia ma anche dei paesi vicini, per pagare il viaggio».


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