Monte Cofano ancora chiuso dopo le fiamme. Il sindaco di Custonaci: «Turisti costretti a tornare indietro»

Sono passati quattro mesi dalle fiamme che hanno avvolto, lo scorso 25 luglio, la riserva naturale orientata di Monte Cofano, in provincia di Trapani. Interessata da un vasto incendio insieme alla riserva dello Zingaro. Pochi giorni dopo, arriva lo stop ufficiale alla pubblica fruizione per entrambi i siti naturalistici. Fiori all’occhiello del territorio e fonte di richiamo turistico tutto l’anno per gli appassionati. Ad oggi, la situazione rimane tale e quale: Monte Cofano è ancora chiuso e, al momento, senza date ufficiale di riapertura.

L’appello del sindaco di Custonaci

L'incendio alla riserva di Monte Cofano
L’incendio di luglio alla riserva (Foto di Riserva Monte Cofano)

Ad agosto erano stati i sindaci di di Castellammare del Golfo San Vito lo Capo a chiedere all’assessore regionale all’Agricoltura di riaprire la parte dello Zingaro rimasta in sicurezza. Ha portato più pazienza il primo cittadino di Custonaci, Fabrizio Fonte, che adesso lancia il suo appello per la riapertura di Monte Cofano. «So per certo che l’ente gestore, in questi mesi, ha lavorato affinché, anche se parzialmente, potessero essere aperti alcuni sentieri. Ma, ad oggi, questo non è avvenuto. Il dramma – continua il sindaco – è che proprio l’autunno, nel momento prossimo all’inverno, è un periodo di grandi presenze turistiche». Appassionati della natura, che amano scoprire i sentieri in questa stagione, lontana dal caldo estivo.

Il danno per il turismo ambientale

«Ci sono turisti anche dal Nord Europa che, ahimè, arrivano sotto a Monte Cofano e devono tornare indietro». Una riserva che è non solo scrigno di biodiversità floro-faunistica, ma anche memoria storica. Con le vestigia architettoniche come la Torre di San Giovanni, la Torre della ex tonnara e i resti dell’antico granaio islamico. «Questo è ovviamente un disagio per Custonaci – continua il sindaco – e per questi turisti che si trovano con l’idea di poter vivere questa realtà, ma non possono accedervi». Ai visitatori, come ai cittadini, rimane solo la vista. Di qualcosa che, però, è anche «amore e passione – aggiunge Fonte – verso un luogo che, da sempre, rappresenta un simbolo di Custonaci». Che vede così frenato il turismo ambientale. «Che stava crescendo – conclude il sindaco – e su cui vogliamo scrivere aspetti importanti del futuro di questa città».


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