Mobilità interna nelle società partecipate del Comune «Quasi cinquecento richieste, cento i posti disponibili»

Sono circa cinquecento, a fronte di un centinaio di posti disponibili, le domande di adesione alla mobilità orizzontale nelle società partecipate del Comune di Palermo. Tra queste ci sarebbero anche quelle presentate da alcuni dipendenti della Spo, società satellite della ex Gesip ai quali il Tribunale del Lavoro ha riconosciuto il reintegro. La mobilità orizzontale riguarda quasi tutte le società, Amap esclusa. Quest’ultima, infatti, dopo che gli ex dipendenti di Aps sono confluiti nel suo bacino, non ha le stesse esigenze di fabbisogno di personale delle altre aziende che fanno capo alla pubblica amministrazione.

Proprio oggi, di fronte ai componenti della Terza commissione consiliare di Sala delle Lapidi, si sono presentati i consigli d’amministrazione delle aziende, che hanno fatto presente le esigenze di personale di ciascuna. A chiedere il numero maggiore di lavoratori è l’Amat, con una sessantina di persone. A seguire la Rap, che ne avrebbe chiesti circa trenta. Decisamente più contenute le esigenze di Sispi e Amg, che arrivano insieme a una decina di persone. Un fatto che, se da un lato testimonia come la mobilità orizzontale sia stata accolta di buon grado dai lavoratori, dall’altro insinua più di qualche dubbio sulla possibilità di accontentare tutti.

Durante la seduta è stato ascoltato, tra gli altri, il presidente della Reset, Antonio Perniciaro Spatrisano, che ha illustrato ai commissari la ricognizione del personale effettuata all’interno della società erede della Gesip. Qualche perplessità sulla relazione l’ha espressa la consigliera del Pd Luisa La Colla, presidente della Terza commissione: «Penso che si potesse procedere in modo più preciso – ha spiegato – Ci è stato detto che si è proceduto alla realizzazione di un data base con le qualifiche e le competenze dei dipendenti, allo scopo di potere assegnare loro mansioni per le quali sono stati formati, seguendo criteri ispirati a professionalità e competenza. Ad oggi, invece, ci ritroviamo ad avere persone che fanno le pulizie ma che invece hanno competenze specifiche di giardinieri potatori. Queste cose, nell’ottica di un riordino del personale delle società partecipate, dovrebbero essere prese in considerazione».

La Colla riconosce comunque a Reset il grande lavoro che è stato fatto in questi mesi, pur sottolineando alcune criticità sulle quali si augura si possa lavorare per migliorare le prestazioni dell’azienda: «Reset ha fatto passi da gigante, se consideriamo che viene fuori dalla drammatica vicenda della Gesip. Resta il fatto che, a fronte di azioni di portata considerevole, come i recenti lavori alla Favorita, ci sono situazioni meno virtuose, per esempio quelle relative a piazza Strauss o a piazza Campolo, dove si realizzano azioni di pulizia e di potatura eccezionali, ma soltanto una volta ogni tanto, mentre nei mesi successivi a questi interventi non viene garantita l’ordinaria amministrazione».


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