Foto Avviso Pubblico

Minacce agli amministratori, Sicilia epicentro nazionale negli ultimi 16 anni

La Sicilia si conferma una delle regioni più esposte al fenomeno delle intimidazioni contro amministratori pubblici e dipendenti della pubblica amministrazione. Secondo il rapporto 2025 di Avviso Pubblico, nell’ultimo anno nell’Isola sono stati registrati 35 episodi di minacce, violenze e intimidazioni, un dato in calo rispetto all’anno precedente ma che colloca comunque la regione al terzo posto in Italia dopo Puglia e Campania. Se si amplia però lo sguardo agli ultimi sedici anni, il primato siciliano è netto: dal 2010 al 2025 sono stati censiti 948 atti intimidatori, il numero più alto a livello nazionale davanti a Calabria (876), Campania (872) e Puglia (745).

Palermo e Agrigento tra le province più colpite

Nel 2025 la provincia di Palermo si colloca al terzo posto nazionale con 14 intimidazioni, preceduta soltanto da Napoli e Lecce. Anche Agrigento figura tra le aree più colpite del Paese con 10 episodi censiti. Il dossier evidenzia inoltre come il fenomeno continui a interessare soprattutto i piccoli centri, dove il rapporto diretto tra cittadini e amministratori e la presenza di contesti vulnerabili alle infiltrazioni criminali aumentano il rischio di minacce e pressioni. Più della metà degli episodi registrati in Italia si verifica infatti in Comuni con meno di 20 mila abitanti.

In provincia di Palermo le intimidazioni sono state distribuite in sette Comuni (Palermo, Alia, Bagheria, Montelepre, Partinico, Termini Imerese e Vicari). Segue Agrigento, che registra 10 episodi in altrettanti sette centri, tra cui il capoluogo, Licata, Naro e Ravanusa. In provincia di Catania sono stati rilevati 6 casi concentrati nei Comuni di Catania, Adrano e Ramacca, mentre nel Siracusano gli episodi sono stati 4, tra Floridia, Pachino e Portopalo di Capo Passero. Chiude la provincia di Messina, con un solo atto intimidatorio segnalato a San Filippo del Mela. Un altro dato significativo riguarda la diffusione territoriale del fenomeno: dal 2010 a oggi sono stati 214 i Comuni siciliani interessati da almeno un atto intimidatorio, secondo dato più alto in Italia dopo la Campania.


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