Temperature più basse, persino qualche venticello più fresco, eppure i siciliani soffrono ancora il caldo intenso e non possono fare a meno del condizionatore. A spiegare il motivo è il Centro meteorologico siciliano: tutta colpa del dew point, la temperatura di rugiada. «Un parametro utile per valutare la quantità di umidità presente nell’aria e, di conseguenza, […]
Foto di Centro Meteorologico Siciliano
Meteo in Sicilia, meno caldo ma si soffre lo stesso: il Cms spiega perché
Temperature più basse, persino qualche venticello più fresco, eppure i siciliani soffrono ancora il caldo intenso e non possono fare a meno del condizionatore. A spiegare il motivo è il Centro meteorologico siciliano: tutta colpa del dew point, la temperatura di rugiada. «Un parametro utile per valutare la quantità di umidità presente nell’aria e, di conseguenza, il livello di disagio percepito dal nostro organismo», spiega Stefano Albanese. Che spiega come, in queste condizioni, il corpo faccia più fatica a disperdere il calore e il sudore ci resti appiccicato addosso. Con la sensazione che le temperature siano sempre eccezionali e insopportabili. Nonostante il dato del termometro.
Il meteo di oggi: instabile nel pomeriggio
Che, dopo la nuova ondata di calore di domenica, ha dato segnali diversi nei primi giorni di questa settimana. Con «un graduale aumento dell’instabilità atmosferica – spiegano dal Cms -, un generale calo delle temperature e la possibilità di rovesci e temporali. Soprattutto nelle aree interne e montuose dell’Isola», ma anche sulla costa tirrenica. Ieri come oggi, mercoledì 29 luglio. Con un’instabilità, secondo le previsioni del Centro meteorologico siciliano, soprattutto nel pomeriggio. «Saranno possibili rovesci o temporali su tutto il settore centro-meridionale, con interessamento locale anche delle zone costiere. Temporali anche fra Trapanese e Palermitano, ma con bassa probabilità di sconfinamenti costieri. Asciutto con nubi sparse altrove». Per quanto riguarda le temperature, previsto «caldo afoso con disagio elevato lungo la costa tirrenica, trapanese e ragusana. Ma anche nel nisseno e alla piana di Catania».