Messina, fermato il terrore dei parrocchiani Minacce e botte per i soldi durante la messa

È stato per due anni e mezzo il terrore di molti parrocchiani, a Messina. Ha fatto irruzione, durante la messa, in diverse chiese cittadine, minacciando i presenti, arrivando a picchiarli talvolta, con ceffoni e pugni, allo scopo di farsi dare dei soldi. Uno pericolo al quale sembra che, adesso, si sia messo un freno. I carabinieri di Messina Gazzi, a seguito di una delle tante denunce pervenute nel tempo alle varie stazioni cittadine dell’Arma, sono intervenuti per fermare il 35enne, un messinese già noto alle forze dell’ordine, con problemi psichiatrici, ottenendo l’ordinanza del giudice per le indagini preliminari che ne dispone il ricovero in una casa di riposo e custodia del capoluogo peloritano. Qui, sarà seguito da personale medico specializzato.

Tutto pare sia iniziato nel settembre 2012. Stando a diverse testimonianze, alle denunce e alla ricostruzione dei militari, l’uomo era solito presentarsi nelle chiese di Santa Maria Immacolata in Contesse, di San Pietro e Paolo e di Santa Lucia Sopra Contesse mentre la celebrazione delle funzioni era in corso. Lo scopo sembra fosse quello di costringere i fedeli a dargli del denaro o a incrementare la somma già accordatagli. Nel mirino anche i parroci, impossibilitati a svolgere le celebrazioni eucaristiche. L’uomo, negli anni, avrebbe fatto ricorso a minacce e percosse. Sembra che, in un’occasione, non abbia esitato a colpire con due pugni un fedele la cui colpa sarebbe stata quella di non avergli elargito una somma di denaro più cospicua. Successivamente, si sarebbe scagliato contro il parroco, intervenuto in difesa del malcapitato di turno. In un’altra occasione, l’uomo si sarebbe impossessato della cassetta di cartone con all’interno le offerte raccolte durante la messa serale, dandosi poi alla fuga.

Un altro episodio lo vedrebbe protagonista di una minaccia, proferita con tono alterato e aggressivo, ai danni di un sacerdote che lo avrebbe invitato a smettere con le sue pressanti e quotidiane richieste di elemosina: «Io vengo stasera, domani e tutti gli altri giorni, tu mi devi dare i soldi», gli avrebbe intimato, durante un incontro di preghiera nel corso del quale avrebbe fatto irruzione, riuscendo, con i suoi convincenti argomenti, a ottenere dai presenti il denaro richiesto. Secondo alcuni testimoni, pare avesse anche delle simpatie e antipatie ben precise. Sembra che le sue attenzioni fossero rivolte soprattutto agli uomini. Curioso l’espediente di una donna che, per evitare guai, aveva imparato a non portare la borsa in chiesa. Dimostrando di non avere denaro con sé, sarebbe riuscita più volte a eludere la marcatura a uomo.


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