La commissione parlamentare a Messina: tra periferie, baraccopoli e qualche esempio virtuoso

Messina è diventata tappa cruciale del tour nazionale della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle periferie.

La commissione parlamentare a Messina

Guidata dal deputato di Forza Italia Alessandro Battilocchio, la commissione parlamentare ha fatto tappa a Messina. Dopo Roma, Napoli e Palermo, la delegazione ha visitato la città dello Stretto per monitorare criticità, emergenze sociali e segnali di rinascita. La prima parte della missione si è svolta tra palazzo Zanca e la prefettura, con incontri istituzionali. Ai quali hanno partecipato il sindaco Federico Basile, il subcommissario per il risanamento Santi Trovato e l’assessora regionale Elvira Amata, delegata del commissario straordinario per il risanamento delle baraccopoli.

Dai dati forniti dalle forze dell’ordine, emerge un leggero calo dei reati – solo del due per cento – rispetto al 2023. Un abbassamento che sarebbe confermato anche da una percezione di sicurezza in lieve miglioramento. Rimangono però criticità rilevanti, con fenomeni di criminalità giovanile e consumo di sostanze stupefacenti in crescita. Situazioni che, come emerso, richiedono interventi strutturali e rafforzamento degli organici di polizia.

Il risanamento urbano

Al centro dell’attenzione della Commissione è rimasto il tema del risanamento urbano e della chiusura delle baraccopoli. Un processo avviato nel 2021, ma che non si è ancora concluso. La Commissione ha evidenziato la necessità di continuità gestionale e di una supervisione costante. Insomma, qualche passo avanti ci sarebbe ma accompagnato da ritardi, discontinuità e criticità operative. Apprezzata come «passo concreto per migliorare la sicurezza nei quartieri più sensibili» la presenza della videosorveglianza in città, finanziata con quasi 10 milioni di euro.

La commissione parlamentare a Messina ha, però, richiamato l’attenzione sulla necessità di controlli più strutturati e di maggiore coordinamento tra le istituzioni. I commissari hanno posto l’accento anche sulle difficoltà di ricollocazione delle famiglie ancora residenti nelle baraccopoli per i tempi lunghi dei procedimenti. Non solo, è stato pure sollevato il tema del rischio di infiltrazioni mafiose nei cantieri, richiamando la necessità di vigilanza e trasparenza negli interventi pubblici.

I sopralluoghi in periferia

Nel pomeriggio, la Commissione parlamentare ha effettuato sopralluoghi nelle aree periferiche di Messina e nei quartieri segnati da degrado urbano e sociale. Tra cui via Taormina e Camaro Sottomontagna. I deputati hanno constatato direttamente le condizioni di abbandono delle baracche. Rimaste con muri fatiscenti, tetti scoperchiati, allacci abusivi e resti di arredi domestici abbandonati. Accanto a queste immagini di degrado, la delegazione ha potuto osservare nuove edificazioni e interventi in corso. Come, per esempio, l’area sotto l’acquedotto di Camaro destinata a parco urbano. Segnali concreti di rigenerazione e progettualità pubblica, pur ancora limitati rispetto ai bisogni complessivi della città.

La Commissione ha visitato l’Hub di comunità di Fondo Saccà, a Maregrosso, dove un tempo sorgeva una delle più grandi baraccopoli messinesi. La struttura, promossa dalla fondazione Messina con il contributo dell’impresa sociale Con i bambini, è oggi un centro permanente per il contrasto alla povertà educativa e per la rigenerazione sociale. Un luogo dove si svolgono attività educative, culturali e di inclusione. I commissari lo hanno definito «un esempio concreto di sviluppo comunitario, dove sostenibilità, educazione e partecipazione diventano strumenti di rinascita urbana». Ma, rimane chiaro che questi esempi virtuosi rappresentano eccezioni in una città ancora segnata da disparità territoriali e fragilità sociali.

La missione ha confermato Messina come città simbolo di contraddizioni urbane. Segnali di rinascita e progetti concreti convivono con baraccopoli, degrado diffuso e ritardi amministrativi. La commissione parlamentare porterà ora a Roma le evidenze raccolte. L’obiettivo è quello di trasformarle in azioni concrete per politiche nazionali sulle periferie. Intanto, la città di Messina resta un banco di prova critico per la gestione delle emergenze sociali e della sicurezza urbana.


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