Mazara, sequestro pescherecci, Scilla: “Ridiscutere i limiti delle acque internazionali”

Sul sequestro perpetrato da una unità militare libica ai danni dei motopescherecci di Mazara del Vallo, ‘Daniela’ e ‘L e Giulia PG’, registriamo la dichiarazione di Toni Scilla, leader trapanese di Grande Sud. “Vanno ridiscussi i limiti delle acque internazionali”, dice.

Un tema scottante che ha visto il fallimento, ad oggi, di ogni approccio condotto dal Governo regionale per mano di soggetti privati convenzionati. Una procedura alquanto ibrida che pone interrogativi.

Raffaele Lombardo e la sua giunta poco o nulla hanno prodotto, in quasi cinque anni di governo sprecone, per la pesca siciliana.

Scilla precisa: “Mi metto nei panni di chi vive in prima persona queste disavventure e non posso che manifestare la mia rabbia per la precarietà in cui si è costretti ad operare in questo settore. Inquietante il fatto che si sia tornati a sparare e a maggior ragione a questo punto non si può più temporeggiare. Mi sono attivato ieri stesso, immediatamente dopo essere stato messo al corrente dell’accaduto dal comandante Asaro, attraverso l’ambasciatore italiano in Libia, Giuseppe Buccino Grimaldi, per l’attivazione di tutti i canali preposti alla risoluzione immediata delle vicenda. Prendo atto del fallimento dell’azione della politica fin qui adottata a difesa del settore e contestualmente della necessità di unire attorno ad un tavolo il Governo regionale, il Governo nazionale e l’Unione europea per ridiscutere i limiti delle acque internazionali”.

 


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