Marsala: lavoratori sfruttati come nell’800, due arresti I caporali «padroni» e il migrante chiamato «Giovedì»

«Padrone, quanto pagare?». «Trenta euro nove ore. E mangiarìa… panino». «Panino no buono, non l’abbiamo mangiato oggi, troppo duro». «Allora io non venire più a Campobello a prendere persone, basta». Le intercettazioni ambientali della squadra mobile di Trapani incastrano due imprenditori agricoli di Mazara, Angelo e Sebastiano Valenti, padre e figlio, rispettivamente 68 e 35 anni, arrestati con l’accusa di sfruttamento dei lavoratori. Parole che si accompagnano alle immagini: quelle dei tuguri in cui i migranti assoldati vivevano, capannoni cadenti, in pessime condizioni igienico sanitarie. E senza neanche la dignità di essere chiamati col loro nome: i poliziotti hanno riscontrato che uno degli sfruttati veniva indicato con il termine «Giovedì», «come il Venerdì di Robinson Crusoe, il romanzo del ‘700 di Daniel Defoe», sottolineano dalla squadra mobile. 

L’indagine ha accertato che i lavoratori in nero – tra cui migranti regolari in Italia, alcuni richiedenti asilo ospiti delle comunità alloggio del Trapanese, e altri irregolari – sono stati sfruttati anche per 12 ore al giorno, con una paga di tre euro l’ora, per coltivare due vigneti e un vasto oliveto. Terreni che adesso sono stati sequestrati ed è iniziato l’iter per la confisca. Un provvedimento reso possibile dalla nuova legge sul caporalato. Per Angelo e Sebastiano Valenti sono scattati gli arresti domiciliari, disposti dal Giudice per le indagini preliminari di Marsala.

Le indagini della squadra mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica di Marsala, sono durate sei mesi e hanno accertato che i due caporali avrebbero sfruttato i lavoratori da tre anni, con inizio turno alle cinque del mattino. Non solo. Li avrebbero pure messi a disposizione di altri agricoltori di Mazara del Vallo e di Marsala. Quasi ogni mattina andavano a prelevarli con le loro macchine: alcuni in un capannone nelle campagne di Marsala, dove un gruppo viveva in pessime condizioni igieniche, altri nei centri di accoglienza. E li portavano nei campi per fare la vendemmia, la raccolta delle olive, della frutta e della verdura. Padre e figlio avrebbero svolto rapide contrattazioni con gli immigrati sulla paga oraria, sulle ore di lavoro e sul cibo, decidendo quale lavoratore impiegare. Chi faceva troppe storie sul compenso o sul cibo veniva subito scartato.


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