Marsala, indagata dirigente della Procura Buoni pasti mentre si trovava in altre città

Ha chiesto buoni pasto mentre, secondo l’accusa, si trovava in un’altra città. O, addirittura, non aveva ancora preso servizio. Di contro, non appena insediatasi nel suo ufficio alla procura di Marsala, avrebbe disposto orari di lavoro che di fatto impedivano ai dipendenti di poter usufruire degli stessi buoni di cui lei avrebbe abusato. Per questo Antonella La Monica, 44 anni, ex dirigente amministrativo della Procura di Marsala, è indagata per truffa e falso ideologico. 

Ieri i militari della Guardia di finanza su ordine della Procura di Marsala le hanno notificato la sospensione dall’attività di pubblico ufficiale. La donna al momento stava lavorando al Tribunale di Trapani, sempre come dirigente amministrativo. I fatti che le vengono contestati coprono il periodo compreso tra maggio 2014 e marzo 2015. La 44enne avrebbe usufruito di 117 buoni pasto da 7 euro ciascuno dichiarando di essere rimasta in ufficio anche nel pomeriggio, almeno per tre ore dopo la pausa pranzo. Ma secondo l’accusa avrebbe dichiarato il falso, perché sarebbe stato accertato che in quei giorni e in quegli orari la dirigente si trovasse altrove, spesso a Palermo, città dove risiede. 

Inoltre, 37 buoni pasto sarebbero stati richiesti per il periodo in cui la dirigente non era stata ancora immessa in servizio alla Procura di Marsala, cioè a febbraio, marzo e nei primi dieci giorni di aprile del 2014. Paradossale sembrano poi i provvedimenti proprio sul tema dei voucher adottati da La Monica una volta iniziata la sua attività alla Procura. Tra le decisioni prese nell’ambito di una spending review, avrebbe infatti disposto nuovi orari di lavoro, tali da non permettere ai dipendenti di usufruire dei buoni. Le indagini sono coordinate dal procuratore Alberto Di Pisa.


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