Marsala, eliminato il registro dei bambini mai nati «Discriminante per donne che decidono di abortire»

Lo scorso anno era stato motivo di polemiche e anche oggetto di un ricorso al Tar. Adesso, il consiglio comunale di Marsala ha annullato la delibera con cui aveva istituito il registro dei bambini mai nati. Approvato con 23 voti favorevoli e tre contrari, l’atto era stato presentato dall’allora consigliera comunale di destra Giusy Piccione – eletta nella lista del movimento civico ProgettiAmo Marsala – con l’intento di «fare riflettere la politica sull’importanza che ha nel promuovere la cultura della vita». 

La delibera, oltre a istituire un registro in cui dare un nome di fantasia al feto, prevedeva anche la modifica del regolamento cimiteriale sostituendo la dicitura “prodotti abortivi” utilizzata per i feti partoriti prima della 28esima settimana con “bambini mai nati“. A contrastarla sin da subito era stata la consigliera Luana Alagna – una delle tre a dare voto contrario – che ne aveva parlato come di una «intromissione nelle scelte individuali, spesso dolorose, che discrimina chi sceglie legalmente di abortire». A fare ricorso al Tar, a novembre, erano state poi la Cgil e l’Udi.  Adesso, quella deliberata è stata annullata su proposta del consigliere comunale Piero Cavasino del movimento Liberi, il gruppo politico di riferimento del sindaco Massimo Grillo


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