Marijuana per 4 milioni dall’Albania a Riposto «Catania snodo del traffico internazionale»

Li hanno monitorati quando il viaggio era già iniziato. A bordo del peschereccio Fatima, Giuseppe Greco e Rosario Giuliano si erano diretti alla velocità di sei nodi verso l‘Albania dove ad attenderli c’era un carico di marijuana di 880 chilogrammi. Droga pagata ai trafficanti albanesi intorno a un milione di euro, presumibilmente in contanti, che avrebbe però fruttato nel mercato al dettaglio siciliano una plusvalenza di quasi tre milioni. Il piano però non è andato a buon fine. I due membri dell’equipaggio, insieme ad altre sette persone che li attendevano sulla battigia nella spiaggetta di Sant’Anna, a due chilometri da Riposto, sono stati arrestati dai militari delle Fiamme Gialle. 

Insieme alla droga, conservata nella stiva del motopeschereccio all’interno di alcuni sacchi di juta numerati con i progressivi 16 e 20, sono stati sequestrati anche due fucili militari d’assalto modello kalashnikov, alcuni caricatori e 87 munizioni. L’armamentario, avvolto con il cellophane, è stato recuperato dai sommozzatori nel fondale. L’equipaggio, probabilmente dopo essersi accorto dell’arrivo delle motovedette quando era ormai in prossimità del porto, avrebbe infatti gettato in mare i fucili. «Non è chiaro – ha spiegato il procuratore capo di Catania Giovanni Salvi se queste armi da guerra dovevano essere vendute sul territorio o era una sorta di scorta armata del carico».

La traversata verso l’Albania, iniziata nella notte tra il tre e il quattro maggio, secondo i piani del gruppo, doveva concludersi dopo 497 chilometri di viaggio, non prima di quattro giorni. A essere modificato dall’equipaggio è stato anche il porto d’arrivo. «Li osservavamo tramite i punti nave – racconta il colonnello del nucleo di polizia tributaria Alberto Nastasia – ed emergeva come l’arrivo fosse inizialmente previsto a Riposto, successivamente il peschereccio si dirigeva verso Pozzillo. Il natante improvvisamente modificava il punto d’approdo dirigendosi nuovamente verso Riposto». A fare la spola sulla terra ferma tra le due località con alcuni mezzi, tra cui un furgone, c’era un gruppo di sette persone, ritenute dagli inquirenti i destinatari del carico. Un ruolo chiave sarebbe stato quello di Vincenzo Spampinato e Antonino Riela. Tramite il sequestro di un telefono cellulare, nella disponibilità di quest’ultimo, è stato infatti possibile ricostruire i contatti con i membri dell’equipaggio in arrivo dall’Albania. «Si tratta di persone con precedenti per droga – puntualizza Nastasia – anche se non ci sono al momento elementi che portino a collegamenti con la criminalità organizzata».

«Il carico valeva non meno di un milione di euro – racconta il comandante provinciale della guardia di Finanza Roberto Manna –  per un guadagno previsto di quattro milioni di euro». Parole a cui si affiancano le dichiarazioni del procuratore Salvi. «Catania è ormai lo snodo del traffico per questa tipologia di stupefacenti che poi vengono diffusi anche in altre aree, mentre per la cocaina il contatto privilegiato rimane la Calabria».

Una settimana fa un’altra vicenda ha interessato il porto di Riposto, con l’arresto di Massimo Greco, 29 anni, fratello di Giuseppe Greco arrestato oggi, condannato lo scorso gennaio a due anni e tre mesi di carcere per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’ingresso clandestino o irregolare di extracomunitari. Avrebbe fatto parte di un’organizzazione con base in Egitto che faceva entrare in Italia migranti irregolari. 

Gli arrestati – tra i quali sette con precedenti in materia di stupefacenti – sono: Rosario Giuliano, nato a Calatabiano il 4 agosto 1969; Giuseppe Greco, nato a Giarre il 23 maggio 1982; Antonino Riela nato a Catania il 26 febbraio 1971; Carmelo Bertolini nato a Catania il 14 dicembre 1977; Massimiliano Brundonato a Catania il 23 settembre 1973; Enrico Maria Giaquinta nato a Caltagirone 7 dicembre 1972; Vincenzo Spampinato nato a Catania il 1 maggio 1973; Fabio Spampinato nato a Catania il 14 agosto 1983; William Patanè nato a Catania il 23 novembre 1989.


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