Catania: sequestrati 23 cavalli maltrattati, sette denunce

Maltrattamento di animali a Catania. È questo il reato per cui la polizia ha denunciato sette catanesi nell’ambito dell’operazione denominata Zoccolo duro. Un’indagine finalizzata a prevenire e contrastare l’illecito impiego di cavalli in corse clandestine e la loro destinazione alla macellazione. In tale contesto, sono state controllate 19 stalle abusive in vari quartieri della città. I sette denunciati per maltrattamento di animali sono residenti a San Cristoforo, San Giovanni Galermo e Picanello.

A Catania, 23 cavalli maltrattati

I controlli effettuati hanno permesso di constatare il maltrattamento di animali per 23 cavalli, tra stalloni e pony. Nel corso dell’intervento, gli agenti hanno identificato 57 persone, di cui oltre 30 pregiudicate per reati di diverso tipo, tra cui anche l’associazione per delinquere di stampo mafioso. All’operazione hanno partecipato 50 poliziotti della squadra mobile, dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico – squadra volanti, motovolanti, reparto a cavallo e squadra cinofili. Ma anche agenti del X reparto nobile, della polizia scientifica e dei commissariati Borgo-Ognina, Centrale, Librino, Nesima e San Cristoforo. Tutti coordinati dalla divisione polizia anticrimine della questura etnea. Fondamentale la sinergia operativa con il servizio veterinari del dipartimento di prevenzione dell’Asp che ha impiegato nove medici e tecnici della prevenzione.

Le stalle inadeguate

I medici veterinari hanno accertato che tutti i cavalli controllati erano detenuti in luoghi incompatibili con la loro natura, in locali privi di areazione e in spazi angusti. Alcuni erano anche malnutriti. Molte delle stalle erano già state controllate negli ultimi mesi dalla polizia e, nonostante fosse stato intimato ai proprietari di traferire i cavalli in luoghi idonei e in aziende autorizzate, nessuno di loro aveva ottemperato. Per tutelare la salute degli animali, tenuto conto della mancanza di volontà dei proprietari di adeguarsi alle regole, la questura di Catania ha organizzato un controllo straordinario del territorio, impiegando tutte le risorse specializzate.

A seguito della verifica di 19 stalle (tre a Librino, due a San Giovanni Galermo, cinque a Picanello e nove a San Cristoforo), sono stati denunciati sette catanesi e sequestrati 13 cavalli. Altri dieci animali sono stati trasferiti in strutture autorizzate e sottoposti a vincolo sanitario. Godevano di buona salute e, nonostante fossero censiti in banca dati con regolare passaporto equino, venivano detenuti in locali non idonei. Infatti, i titolari si ostinavano a detenerli in luoghi vicini alle loro abitazioni, anche se privi dei requisiti, piuttosto che nei luoghi per i quali erano autorizzati.

In alcuni casi, i poliziotti sono dovuti intervenire per scardinare le porte in ferro di box fatiscenti abusivi, al cui interno si trovavano i cavalli. In tre stalle i proprietari non si sono presentati e, quindi, gli animali sono stati sequestrati a carico di ignoti. In altri due casi, i proprietari non erano presenti perché detenuti in carcere e, quindi, si è provveduto a identificare i familiari incaricati di prendersi cura dei cavalli. Le stalle sono state controllate anche dalle unità cinofile per verificare se venissero utilizzate come deposito di armi e droga, come talvolta accaduto in passato.

L’affidamento all’associazione

La squadra a cavallo ha curato tutti gli aspetti tecnici dei controlli, offrendo assistenza ai veterinari e operando il sequestro con affidamento al personale dell’Istituto incremento ippico della Regione Sicilia. La cui disponibilità a offrire spazi idonei e confortevoli per i cavalli sottoposti a sequestro è stata fondamentale. Presto gli equidi saranno affidati all’associazione Save a Horse, che si è offerta di prendersi cura degli animali maltrattati a Catania a titolo gratuito. L’associazione presta soccorso agli animali costretti dai proprietari a vivere in situazioni incompatibili con la loro natura, ospitandoli in un’oasi dove potranno vivere in libertà.

Il sequestro degli animali maltrattati

Gli uffici investigativi della questura, squadra mobile e commissariati, hanno curato l’attività di polizia giudiziaria. Procedendo alle denunce e al sequestro preventivo degli animali. Inoltre, oltre ad accertare il maltrattamento di animali, i poliziotti hanno sequestrato farmaci dopanti. E hanno denunciato una donna per furto di energia elettrica in quanto l’Enel ha constatato un allaccio abusivo. A seguito dei controlli con i tecnici dell’Enel, è emerso che altri sette utenti erano allacciati abusivamente e dovranno rispondere del reato di furto di energia elettrica. L’attività di polizia giudiziaria è stata coordinata dalla procura distrettuale di Catania che valuterà le risultanze investigative acquisite a seguito del controllo.


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