Maltempo nel Sud-Est, 200 case senza luce «Tra Pachino e Portopalo situazione tragica»

«Tra Pachino e Portopalo è difficile trovare un’azienda che non sia stata danneggiata». All’indomani di una domenica da dimenticare, i produttori agricoli del Sud-Est provano a quantificare le conseguenze che il forte vento di Nord-Est ha lasciato alle sue spalle: serre e tunnel distrutti, pomodori, zucchine e angurie bruciati, produzione al campo rovinata e praticamente ormai impossibile da commercializzare. Coldiretti definisce «tragica» la situazione nel Siracusano. «A Pachino e Portopalo interi comprensori hanno subito danni – spiega il direttore locale Calogero Fasulo – e in più ci sono circa 200 abitazioni, con le relative famiglie, rimaste senza energia elettrica e senza acqua. Abbiamo scritto al Prefetto e agli ispettori agrari». 

Questi ultimi da stamattina sono in giro insieme all’assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera che ha incontrato una rappresentanza dei produttori. «Ci ha invitato a raccogliere tutte le segnalazioni e ci ha promesso che la Regione ci è vicina – racconta Sebastiano Cinnirella, che produce pomodorini nelle campagne di Pachino – ma questo è il momento delle passerelle, come sempre, vedremo dopo». Anche nel Ragusano si contano i danni, anche se più a macchia di leopardo. Colpite aziende nei territori di Vittoria, Ispica, Chiaramonte Gulfi, Scicli, Pozzallo e Santa Croce Camerina. «I danni – aggiunge Fasulo – si sommano a una situazione economica pregressa di per sé difficile». 

Il nodo è sempre quello dei prezzi. Stamattina, al netto quindi dei danni non ancora quantificati, un chilo di zucchine è stato pagato al produttore 70 centesimi, un chilo di melanzana viola 80, uno di pomodoro a grappolo 80, mentre il ciliegino, in base alla tipologia, varia da 70 centesimi a 1 euro e dieci. «Nei supermercati della grande distribuzione, senza andare oltre lo Stretto, il pomodoro normale è a due euro al chilo, le zucchine a 1,90», fa i conti Fasulo. Prezzi più che raddoppiati. «Qualcosa di anomalo già si è visto in questi giorni, ora piove sul bagnato e dobbiamo stare in guardia», conclude il direttore di Coldiretti. 

L’ultima volta che questi territori sono stati investiti dal maltempo al punto da dichiarare lo stato di calamità naturale è stato nel 2015, quando una nevicata ha compromesso parte della produzione. «Ma non c’è paragone – precisa Cinnirella – i danni di ieri sono assolutamente maggiori. Stamattina ho visto gente arrivare nella proprietà, piangere e dire di voler mollare tutto». Secondo i vigili del fuoco della provincia di Ragusa, da ieri alle 13 di oggi, alla centrale operativa sono arrivate circa cento richieste di interventi per lamiere, pali e tegole pericolanti. I deputati regionali del Movimento 5 stelle Stefania Campo ed Elena Pagana, oggi in sopralluogo nei territori colpiti insieme all’europarlamentare Ignazio Corrao, invitano il governo regionale a chiedere a Roma lo stato di calamità naturale.  

Anche il sindaco di Siracusa Francesco Italia annuncia che «la giunta comunale è pronta a deliberare la richiesta di dichiarazione dello stato di calamità a seguito dei danni al patrimonio pubblico e privato. Siamo in attesa – aggiunge – della quantificazione dei danni al patrimonio stradale e infrastrutturale del Comune che sono comunque ingenti».


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