Mafia San Lorenzo, pizzo pagato per quasi vent’anni «Qualcuno denuncia, ma troppe sacche di omertà»

Riuscivano a godere di una tregua dalle richieste dei taglieggiatori solo dopo un’operazione antimafia. Dopo la quale seguiva, in genere, una breve parentesi di serenità. Ma i boss di Resuttana e San Lorenzo, quelli colpiti dal blitz di oggi, non perdevano troppo tempo a riprendere le fila dei vecchi affari, tornando di nuovo a bussare ai negozi dei commercianti segnati sulla loro lista. Tra loro, però, qualcuno ha deciso di denunciare, stanco di vessazioni lunghe quasi vent’anni. Come successo a un noto bar vicino allo stadio Renzo Barbera e a un ristorante in via Resuttana. Una ribellione che ha contribuito all’operazione messa a segno questa mattina, che ha portato a dieci misure cautelari, di cui otto notificate a uomini già detenuti, colpiti da blitz del passato. Tutti gli indagati sono accusati di estorsione, con l’aggravante di avere favorito Cosa nostra.

«Le indagini si sono concentrate su diverse richieste estorsive e hanno visto soprattutto la collaborazione di due imprenditori – sottolinea Dario Ferrara, comandante del Nucleo investigativo dei carabinieri di Palermo -, taglieggiati negli ultimi vent’anni. Già nel 1997, quando è stata acquisita la proprietà della pizzeria, fin da subito i titolari sono stati costretti a pagare il pizzo, cui si sono piegati di sicuro fino al 2014. La richiesta all’epoca era di sei milioni di lire, che si è poi trasformata in tremila euro e infine nell’ultimo periodo in millecinquecento euro. Il commerciante era costretto a pagare una prima tranche di 750,00 euro prima di Natale e la stessa somma a Pasqua». Un modus operandi ormai noto, già visto ad esempio anche in occasione dell’operazione Talea, cui fa seguito proprio quella di oggi, messa a segno a dicembre dell’anno scorso. 

Il mandamento del clan Resuttana-San Lorenzo, nonostante i continui arresti anche di personaggi di spicco come Maria Angela Di Trapani, moglie di Salvino Madonia (condannato all’ergastolo per l’omicidio di Libero Grassi), avvenuto lo scorso 5 dicembre, avrebbe da sempre incentrato i suoi affari nella richiesta del pizzo. «È una fondamentale forma di controllo del territorio – continua Ferrara – e nelle diverse zone della città, anche se non l’unica forma di affari». Secondo gli investigatori fondamentale alle indagini, oltre alle dichiarazione delle vittime del racket, anche le dichiarazioni del collaboratore Sergio Macaluso, arrestato nel dicembre scorso, esponente della famiglia mafiosa di Resuttana. «Le sue collaborazioni hanno avvalorato un quadro probatorio già granitico. È emerso infatti uno spaccato purtroppo noto, ovvero la richiesta a tappeto del pizzo. Fenomeno che tuttavia grazie alle prime collaborazioni delle vittime si va pian piano sgretolando. Capiamo benissimo che si può avere paura a denunciare, ma qualcuno come in questo caso l’ha fatto, stanco di vent’anni anni di vessazioni e noi siamo rimasti sempre al loro fianco. In questo episodio i commercianti continuano serenamente a svolgere le loro attività e noi non li abbandoniamo mai. Loro più volte negli anni hanno tentato di alzare la testa e ribellarsi e finalmente ci sono riusciti. Durante le intercettazioni avevamo scoperto che gli estortori erano pronti ad andare a mettere il famoso Attack nelle saracinesche».

Nell’attività investigativa un ruolo di aiuto e sostegno alle vittime del racket è stato svolto soprattutto dall’associazione Addiopizzo. «Anche in questa occasione, così come avviene oramai da dieci anni, abbiamo seguito, supportato ed accompagnato i titolari di una rinomata attività economica a denunciare anni e anni di estorsioni subite da più soggetti che si sono avvicendati nel tempo e nella riscossione», scrivono i volontari in una nota. «È stato grazie ad un percorso continuo di ascolto e sostegno, durato circa un anno e mezzo, che gli imprenditori in questione hanno maturato la scelta di denunciare e scrollarsi di dosso fardelli così pesanti – prosegue l’associazione antiracket -. Lo abbiamo affermato diverse volte, ma è bene ribadirlo con forza, anche perché continuiamo a registrare sacche di commercianti ed imprenditori che continuano a pagare le estorsioni e non denunciano, è questo il momento favorevole per abbattere il muro di omertà».

In questa seconda fase dell’operazione Talea sono otto i destinatari già detenuti in carcere per mafia: si tratta di Pietro Salsiera e Giovanni Niosi arrestati nel blitz Talea di 11 mesi fa, di Giuseppe Fricano, Antonino Siragusa, Antonino Tarallo e Michele Pillitteri catturati nell’operazione Apocalisse del 2014, di Salvatore Di Maio in cella dal 2011 e di Mario Napoli preso l’anno prima. Invece sono due gli arrestati prelevati all’alba nelle loro abitazioni dai militari: si tratta di Antonino Cumbo e Carlo Giannusa. Restano invece indagati a piede libero Sergio Napolitano, Luigi Siragusa, Corrado Spataro e Vincenzo Di Maio.


Dalla stessa categoria

Ricevi le notizie di MeridioNews su Whatsapp: iscriviti al canale

I più letti

La settimana dal 26 ottobre 2026 inizia con una splendida Luna piena in Toro, che illumina l’oroscopo di voglia e sentimento. Mentre la retrogradazione di Mercurio in Scorpione e quella di Venere in Bilancia rendono lo zodiaco ancora restio a parlare d’amore e proporre verità. I Luminari, ossia Sole e Luna, intanto, cominciano a quadrare […]

La settimana dal 19 ottobre sembra tranquilla, ma l’oroscopo avverte: nel weekend cambiano molte cose. Innanzitutto, il Sole abbandona i gradi Bilancia per scivolare in Scorpione, facendosi introspettivo, ricercando verità e dedicandosi all’analisi delle passioni. Giorno 24 Mercurio si ferma retrogrado in Scorpione e non sarà semplice spiegarsi cosa non si comprende. Specie nei sentimenti, […]

Dal 12 ottobre si apre una settimana piena di eventi: l’oroscopo è inaugurato da una splendida Luna che si congiunge alla passionale Venere in Scorpione. E con un Acquario che risveglia la creatività di Plutone, che torna in moto diretto nel suo cielo, innescando nuove dinamiche per tutto lo zodiaco. Marte e Giove in Leone […]

Un impianto fotovoltaico non si progetta, finanzia, autorizza e gestisce da solo. Dietro ogni investimento energetico ci sono tecnici, ingegneri e installatori. Ma anche commercialisti, consulenti e professionisti chiamati a valutarne la sostenibilità economica, individuare gli strumenti finanziari, interpretare le norme, seguire gli aspetti amministrativi e fiscali. La transizione energetica viene spesso raccontata attraverso numeri: […]

Comprare casa significa, prima di tutto, conoscere le proprie possibilità. Capire quale sia la propria capacità di spesa e quale somma possa essere finanziata dalla banca, prima di iniziare la ricerca dell’immobile. È questo il primo consiglio di Salvatore Platania, consulente del credito e assicurativo di 24MAX, all’interno delle agenzie Remax City Home, per la nostra […]