L’utilità della narrazione

NARRARE E PRENDERSI DEL TEMPO PER CONOSCERSI E’ SICURAMENTE UNO DEI MODI PER MIGLIORARE LA PROPRIA QUALITA’ DELLA VITA E LA SOCIETA’ IN CUI VIVIAMO

di Claudia Corbari

La narrazione è una peculiarità dell’essere umano che ha affascinato molti studiosi che l’hanno fatta diventare il loro oggetto di studio.

Bruner, psicologo statunitense di stampo cognitivista, si è occupato per molti anni dello sviluppo e della funzione del pensiero narrativo contribuendo notevolmente ad ampliare la letteratura psicologica. L’autore ha considerato la narrazione come «il primo dispositivo interpretativo e conoscitivo di cui l’uomo – in quanto soggetto socio-culturalmente situato – fa uso nella sua esperienza di vita» (Bruner, 1988, 1992).

Partendo dal presupposto che non bisogna necessariamente tenere conto della corrispondenza tra realtà e racconto, Bruner ha affermato che la narrazione ha l’importante merito di attribuzione di senso e di significato al proprio esperire mediante un’elaborazione del proprio vissuto. In tal modo l’accento viene posto anche all’intenzionalità del protagonista delle azioni, il quale viene calato all’interno di uno specifico contesto socio-culturale.

La narrazione permette quindi di rievocare, elaborare, interpretare e comprendere gli eventi facilitandone il racconto a se stessi e agli altri.

In psicologia, un metodo ritenuto valido al fine di facilitare la narrazione e il pensiero narrativo è la stesura di un diario di bordo.

Capita a tutti, durante la propria vita, di fermarsi a scrivere ripensando a quanto accaduto in passato; i bambini, per esempio, custodiscono un diario segreto dove, con un simbolico lucchetto, chiudono in poche pagine le emozioni e le esperienze di un periodo della loro vita.

Per gli adulti la questione si complica poiché, per essere efficace, la stesura del diario prevede delle regole che implicano l’esplicitazione di svariati contenuti richiedendo, dunque, una riflessione da parte di chi scrive circa ciò che ha vissuto.

Non tutte le persone sono disposte a narrare o hanno voglia di elaborare vissuti che, probabilmente, sono stati dolorosi o che hanno avuto importanza durante la propria vita, e questo perché ciò implica il dover mettere in discussione e, talvolta in crisi, il proprio equilibrio interiore; tuttavia la narrazione permette ad ognuno di conoscere aspetti del proprio Sé.

Sarebbe quindi molto bello se ognuno di noi imparasse a narrare ed a mettersi in discussione, in quanto questo permetterebbe una maggiore conoscenza delle emozioni, dei bisogni e delle proprie reazioni favorendo, quindi, una maggiore consapevolezza delle proprie azioni anche a livello sociale.

Se si porta l’attenzione ai molteplici comportamenti aggressivi presenti nell’odierna società, si può ipotizzare che se ognuno di noi conoscesse meglio se stesso potrebbe scegliere con maggiore consapevolezza non solo le situazioni sociali a lui più consone, ma anche le proprie relazioni interpersonali, migliorando, in tal modo, la propria qualità della vita; altrettanto importante è la capacità di adattamento che permette di dirigere il proprio comportamento associato agli aspetti emotivi a seconda della situazione che si vive.

In una società che esalta la bellezza del corpo e l’esteriorità, il messaggio è che scrivere, narrare e prendersi del tempo per conoscersi è sicuramente uno dei modi per migliorare la propria qualità della vita e la società in cui viviamo.

 


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