L’Unione Europea? Questione di banche…

Ieri, a colazione, piacevole conversazione con un politico della cosiddetta Prima Repubblica. Due o trebattute, gettate così, ci hanno molto colpito. Anzi, tramortito. Si parlava dell’Unione Europea. E del futuro del nostro Paese alla luce della ‘speculazione’ finanziaria internazionale.

“Nessuno fa caso, chissà perché – ha detto – a un fatto che, pure, è sotto gli occhi di tutti. Ed è un fatto che definisce la vera natura dell’Unione Europea odierna. E’ noto che la Bce, la Banca centrale europea, non può, per legge, prestare denaro agli Stati. Bene, la stessa Bce eroga il denaro alla banche, ad un tasso che non ricordo bene se dell’1 o del 2 per cento. Un secondo dopo avere preso i soldi dalla Bce – ci accconta il nostro nuovo amico – le stesse banche acquistano il debito pubblico di alcuni Paesi europei, per esempio dell’Italia, lucrando un sette, otto per cento. Senza fare nulla, con la sponda della Bce, le banche guadagnano sul nostro debito pubblico il quattro, il cinque o il sei per cento…”.

L’ammettiamo: siamo rimasti senza parole!

 


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