L’onda anomala delle elezioni in Sicilia L’avanzata dei democratici verso Crocetta

«In Sicilia i risultati parlano chiaro: con le europee finisce il crocettismo antimafia». Sono le parole del segretario del Pd siciliano Fausto Raciti all’indomani dei risultati trionfali ottenuti alle elezioni europee. Il giovane segretario gonfia il petto e impallina Rosario Crocetta: «E’ la fine di un’idea retorica e strumentale della lotta antimafia».

Pd primo partito anche in Sicilia, dove incassa il 34,89 per cento di consensi. Un risultato incredibile, considerato che la regione costituiva la roccaforte di Silvio Berlusconi e che Forza Italia oggi deve fare i conti con un 22,2 per cento, il dato nazionale più alto che conferma un certo appeal, ma non in grado di reggere il confronto con il florido e remoto passato.

La sindrome da struzzo del centrodestra sul piano nazionale contagia anche la Sicilia, dove nessuno degli esponenti politici vuole sentire parlare di sconfitta, sorvolando sul flop di Gianfranco Miccichè (Fi) e su quel 9 per cento di consensi ottenuto dal Nuovo centro destra di Angelino Alfano, grazie all’accordo con l’Udc.

Naturalmente, il risultato stupefacente è quello ottenuto dal segretario della Lega Matteo Salvini a Maletto, centro alle pendici dell’Etna con velleità padane. Da quelle parti il candidato conquista il 32 per cento di preferenze risultando di fatto il partito più votato. «Lo cercherò su internet», ha confessato candidamente a CTzen. Sono lontani i tempi dello slogan Terroni a casa o, molto probabilmente, è la memoria ad essere corta. Il trionfatore è Antonio Mazzeo (nipote del fratello del boss Francesco Montagno Bozzone) che ha affrontato il tour siculo con Matteo Salvini e Angelo Attaguile, un tempo uomo dell’ex governatore Raffaele Lombardo (condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa). La cosa importante è essere sempre in buona compagnia. Tra gli ex di Lombardo figura anche Lino Leanza, il creatore della lista Articolo 4 e custode del 25 per cento dei voti ottenuti nella Regione dal Partito Democratico. Il cambiamento del verso è ormai in atto.

Tiene il Movimento 5 stelle, al 27 per cento, registrando più voti nelle isole che in tutte le altre circoscrizioni e confermandosi seconda forza politica, nonostante l’astensionismo record. Un esito benevolo, alla fine, considerata la batosta inflitta a livello nazionale da Matteo Renzi e la campagna bellicosa portata avanti sui media. Buone notizie per Beppe Grillo, quindi, che incassa la sconfitta nazionale e finalmente potrà ridurre la dose di Maalox.

Non pervenuti, o quasi, Idv e Scelta europea – esperienza nata sulla scia di Scelta civica, partito fondato da Mario Monti -, superati nell’isola persino dal Carroccio. Lontano il quorum per la lista Tsipras. Sono otto i seggi assegnati alla circoscrizione isole: tre spettano al Pd (Renato Soru, Caterina Chinnici e Michela Giuffrida), due al M5s (Ignazio Corrao e Giulia Moi), due a Forza Italia (Salvo Pogliese e Salvatore Cicu), uno alla lista Ncd-Udc (Giovanni La Via, eurodeputato uscente).

Tra i candidati del centrosinistra, nessun volo diretto per Bruxelles sia per l’assessore al Turismo Michela Stancheris e per il giurista Giovanni Fiandaca, negazionista della trattativa Stato-Mafia e per questo motivo spesso osteggiato dal governatore Crocetta. L’onda anomala del Pd travolge figli e figliastri, parenti, serpenti e antimafia spicciola dell’ultima ora. In attesa di conoscere le sorti dell’esecutivo regionale. In attesa di conoscere le sorti dell’esecutivo regionale. Oggi Palermo è più vicina nella irreversibile deriva politico-economica scandita da un impenitente Commissario dello Stato. 


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