L’italiano che c’è in noi

Italia terra di poeti, amanti, sognatori, gente solare e calorosa; l’Italia che ride che si diverte,l’Italia spensierata…sì, è anche questa l’idea che il mondo ha di noi, ma quanti di noi sentono di appartenere a questo popolo? E il nostro governo cosa fa o cosa ha fatto per risvegliare o mantenere vivo “l’italiano che c’è in noi?”

Quel patriottismo tanto inneggiato e imposto durante il ventennio fascista, sembra essersi assopito negli ultimi anni, la nostra storia, le nostre tradizioni sembrano perdersi in quest’Italia “Europea”. Il governo italiano interviene a questo proposito con varie iniziative per ricordare l’importanza dell’unità del paese, ora più che mai dobbiamo “difendere” le nostre tradizioni che vanno conosciute per tenere alto l’orgoglio e l’onore del paese in Europa e nel mondo!

Particolarmente interessato sembra essere il nostro caro Presidente della Repubblica Dott. Carlo Azeglio Ciampi, che nei suoi tanti messaggi e discorsi agli italiani, ricorda la sua stima e ammirazione, a questo splendido popolo, che egli è fiero di rappresentare. I suoi pensieri sono rivolti spesso alle forze armate, ai volontari, agli italiani all’estero che fanno onore all’Italia nel Mondo. 
Intanto nel 2001 viene ripristinata la festa Nazionale del 2 giugno, data di fondazione della Repubblica, e nel suo primo discorso il Presidente Carlo Azeglio Ciampi dice: “..Quel giorno non facemmo soltanto una libera scelta politica e istituzionale, sentimmo quel voto come una grande festa per la nostra Patria“.
Inoltre non manca mai di ringraziare il suo popolo per la forza che gli trasmette, i giovani sono sempre nei suoi pensieri e alle famiglie si rivolge spesso con affetto e fiducia, a Roma il 2 giugno 2003 apre così il suo discorso “Il sentimento Nazionale è il sentimento che accompagnerà i vostri figli durante la loro vita che avrà come scenario non solo l’Italia ma anche l’Europa..Questo ideale di fratellanza Europea era lo stesso di quello dei patrioti italiani del Risorgimento-Mazzini, Cavour, Garibaldi, D’Azeglio-ai quali ancora oggi va il nostro riconoscimento..” e conclude con un “Viva l’Italia“.

Dei tanti provvedimenti del governo, i messaggi e discorsi del Presidente non vanno dimenticati i caduti a Nassiriya espressione più alta dell’amor di Patria, e il nostro senso di identità Nazionale e il nostro patriottismo si arricchiscono così di nuovi stimoli…ma la dimostrazione più grande ci è stato dato dal nostro connazionale Fabrizio Quattrocchi rapito e ucciso in Iraq di cui vanno ricordate le sue ultime parole, togliendosi il cappuccio che gli copriva il volto disse: “vi faccio vedere come muore un italiano!“. Questo gesto così eroico e coraggioso dà onore a lui ai suoi familiari e a noi tutti e ci ricorda che diventando sempre più Europei non ci sentiamo mai meno Italiani!!


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