L’Italia si ferma/ Torino, poliziotti tra applausi si tolgono i caschi: “Siete come noi” VD

Gente come noi. Padri di famiglia, ragazzi, donne e uomini che una politica asservita ai diktat delle oligarchie europee ha ridotto alla fame. Togliendo loro pure i mezzi necessari a garantire la sicurezza, la nostra e la loro. Sono gli Agenti delle Forze dell’Ordine che oggi si trovano tra l’incudine e il martello.  Sono chiamati a mantenere l’ordine pubblico da Prefetture che hanno deciso di usare il pugno duro (su input del Governo Letta-Alfano)  contro la protesta proclamata in tutta Italia dai Forconi e da tanti cittadini che si sono riuniti nel Movimento 9 Dicembre.

E, nello stesso tempo,  solidali con le ragioni del popolo di cui fanno parte. In Veneto, il Sindacato di Polizia Ugl non ha esitato a vergare un comunicato stampa di piena solidarietà ai manifestanti. A Torino, dove pure si stanno registrando scontri in Piazza Castello, la Polizia, come potete vedere nel video sotto,  viene accolta con applausi nel presidio vicino alla sede dell’Agenzia delle Entrate. Gli Agenti si tolgono il casco, la gente esulta: “Siete come noi”.

AGGIORNAMENTO: “L’UGL POLIZIA AI POLITICI: ADESSO TOGLIETEVI VOI IL CASCO”

 

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Gente come noi. Padri di famiglia, ragazzi, donne e uomini che una politica asservita ai diktat delle oligarchie europee ha ridotto alla fame. Togliendo loro pure i mezzi necessari a garantire la sicurezza, la nostra e la loro. Sono gli agenti delle forze dell'ordine che oggi si trovano tra l'incudine e il martello. Sono chiamati a mantenere l'ordine pubblico da prefetture che hanno deciso di usare il pugno duro (su input del governo letta-alfano)  contro la protesta proclamata in tutta italia dai forconi e da tanti cittadini che si sono riuniti nel movimento 9 dicembre.

Gente come noi. Padri di famiglia, ragazzi, donne e uomini che una politica asservita ai diktat delle oligarchie europee ha ridotto alla fame. Togliendo loro pure i mezzi necessari a garantire la sicurezza, la nostra e la loro. Sono gli agenti delle forze dell'ordine che oggi si trovano tra l'incudine e il martello. Sono chiamati a mantenere l'ordine pubblico da prefetture che hanno deciso di usare il pugno duro (su input del governo letta-alfano)  contro la protesta proclamata in tutta italia dai forconi e da tanti cittadini che si sono riuniti nel movimento 9 dicembre.

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