Linosa, un litro di benzina costa 2,50 euro Il sindaco: «Un ricatto, governo intervenga»

«Invece di ricordarsi di noi solo quando ci sono “porti da chiudere”, il governo intervenga sul ricatto subito dai cittadini di Linosa dove il prezzo della benzina è arrivato a 2,50 euro al litro!». Così il sindaco di Lampedusa e Linosa Totò Martello lancia l’allarme per un caro carburante che incide pesantemente nelle tasche degli abitanti della piccola isola delle Pelagie. 

«Capisco che si tratta di un’attività privata – continua il primo cittadino – ma è inaccettabile permettere di arrivare a questo prezzo, considerando oltretutto che si tratta dell’unico impianto di distribuzione carburante dell’isola. Mi aspetto che chi ha competenza in materia intervenga al più presto, o che i titolari dell’impresa si ravvedano e si ricordino dell’impegno messo in campo dall’amministrazione comunale nelle scorse settimane per superare i problemi che impedivano la riapertura dell’impianto dopo i recenti lavori di ammodernamento».

Secondo quanto riferisce Martello, dall’oggi al domani il prezzo della benzina è passato da 1,70 a 2,50 euro. «Un aumento di 80 centesimi che è una coltellata», sottolinea il sindaco. L’impianto è rimasto chiuso per un periodo a causa di una diatriba con i vigili del fuoco. «Abbiamo fatto un casino per cercare di farlo riaprire – continua il primo cittadino – ma dopo che ha riaperto ecco l’amara sorpresa». Non che nella vicina Lampedusa se la passano meglio, con un litro di benzina arrivato a due euro. 

A contribuire all’aumento del prezzo a Linosa, nell’unico distributore presente, il Nautilus, ci sarebbe anche il fatto che il privato gestore prima riforniva di gasolio anche la centrale elettrica della piccola isola. Una commessa venuta a mancare. «È inaccettabile – conclude Martello – chiederemo all’autorità per l’energia se quello che sta succedendo è normale».


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