Licenziati Telecolor, riunione tra sindacati e Regione  Cgil: «Mezzo milione non pagato agli ex lavoratori»

Dal primo giugno Telecolor ha licenziato 17 dipendenti. I sindacati, che hanno denunciato la poca disponibilità dell’emittente catanese a trovare una soluzione, si sono rivolti alle istituzioni regionali. Il primo incontro con l’assessore alla Famiglia, alle Politiche sociali e al Lavoro Bruno Caruso è avvenuto venerdì. «C’è stata garantita la massima disponibilità per aiutare i lavoratori», dice a MeridioNews il sindacalista della Cgil Davide Foti. Confermata «l’impossibilità di ottenere il reintegro a Telecolor», la proposta avanzata ai sindacati nella riunione è «riqualificare il personale attraverso dei corsi che ne permetteranno il reimpiego in altri settori ad alto livello innovativo». 

I rappresentanti dei lavoratori sono «moderatamente soddisfatti dalle promesse fatte in questo incontro interlocutorio», spiega Foti. Seguiranno altri appuntamenti «in cui bisognerà trasformare le parole in fatti». I tempi, «non saranno brevi – continua -, ma speriamo che il progetto possa partire nel giro di qualche mese». Per i 17 licenziati, che «hanno subito un duro colpo dall’azienda, il supporto della Regione è la loro ultima speranza». 

Intanto le tensioni con la proprietà Ciancio proseguono. «Sono passati quindi giorni ma ai lavoratori non è ancora stato pagato il trattamento di fine rapporto. Circa 30mila euro a testa», afferma il delegato della Cgil. Il totale supera il mezzo milione di euro. «Telecolor non ha dato spiegazioni. Siamo pronti a fare partire tutte le azioni sindacali e legali necessarie a ottenere le somme che spettano di diritto agli ex dipendenti».
Sul piano politico inoltre,«stiamo dialogando con l’onorevole Pd Luisella Albanella per portare la vicenda Telecolor, che riguarda tutta l’emittenza siciliana, in commissione Lavoro alla Camera». L’obiettivo del sindacato è «ottenere una legge sull’emittenza e sull’editoria siciliana che garantisca i fondi per tenere al passo coi tempi le strutture e garantire l’occupazione». Una proposta simile, conclude Foti: «Era già stata presentata tempo fa, ma si è arenata all’Ars e non se n’è saputo più nulla».


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